Comincia male l’anno per il mondo del calcio. A seguito di una lunga malattia, lo sport è stato colpito da un lutto terribile. I tifosi sono in lacrime.
Per una generazione intera è stato il volto di un’estate impossibile da dimenticare. Un’estate in cui il calcio smise di rispettare le gerarchie, in cui una nazionale considerata di seconda fascia arrivò a sfidare le potenze mondiali senza timore, con orgoglio e personalità. Alla guida c’era un uomo che non amava i riflettori, più incline al silenzio che agli slogan, ma capace di trasmettere ai suoi giocatori una convinzione feroce: nulla era proibito, nemmeno sognare in grande. Quel percorso straordinario nacque da lontano, da una vita trascorsa sul campo prima ancora che in panchina. Un difensore solido, ruvido, rispettato, cresciuto in un calcio dove il sacrificio contava quanto il talento.
Anni passati a vincere in patria, a indossare la maglia della nazionale con regolarità, a misurarsi con il palcoscenico mondiale quando ancora il calcio dell’Est veniva guardato con sufficienza. Poi il passaggio naturale in panchina, senza clamore, senza proclami, ma con un’idea chiarissima di squadra e di identità. Quando arrivò il momento della consacrazione, nessuno lo aveva previsto davvero. Eppure quella squadra giocava con una libertà rara, sostenuta da un’idea semplice e potente: fiducia totale nei propri mezzi. Quel torneo cambiò per sempre la percezione di un intero movimento calcistico e consegnò il suo allenatore alla storia, non solo nazionale. Un quarto posto mondiale che, ancora oggi, resta il punto più alto mai toccato dal calcio bulgaro.
Addio a Penev, eroe di Usa ’94 con la sua Bulgaria
Il calcio internazionale piange oggi Dimitar Penev, scomparso all’età di 80 anni dopo una lunga malattia, come comunicato dalla Federazione calcistica bulgara. Storico commissario tecnico della Bulgaria, Penev fu l’artefice dell’impresa ai Mondiali USA 1994, culminata con una clamorosa semifinale e un quarto posto che resta ineguagliato.
Prima della carriera da allenatore, Penev era stato un difensore di riferimento. Con il CSKA Sofia ha collezionato 364 presenze in campionato, segnando 25 gol, numeri notevoli per un centrale difensivo. Con la nazionale bulgara ha totalizzato 90 presenze, partecipando a tre Coppe del Mondo, costruendo una carriera lunga e coerente ai massimi livelli.

Addio a Penev, eroe di Usa ’94 con la sua Bulgaria – calciodilettante.org (screen Youtube)
Da commissario tecnico seppe valorizzare una generazione irripetibile, guidandola con equilibrio e lucidità anche nei momenti di massima pressione. La vittoria contro la Germania campione del mondo nei quarti di finale del 1994 resta uno dei risultati più iconici della storia dei Mondiali. Dopo quell’estate, nulla fu più lo stesso per il calcio bulgaro. Con la morte di Dimitar Penev se ne va non solo un allenatore, ma un simbolo. Un uomo che ha dimostrato come il calcio possa diventare racconto collettivo, memoria condivisa, identità nazionale. E come, talvolta, una sola estate possa bastare per entrare nell’eternità.
Stroncato dalla malattia, mondo del calcio basito: lutto terribile - calciodilettante.org (Pixabay)






