Sport & Salute: Interviste: Generico
Morbo Gehrig: Chio` `Troppi farmaci nel calcio`
 
(Lou Gehrig, mitico campione di baseball, colpito da Sclerosi Laterale Amiotrofica)

(DS) - Roma, 25 novembre - Prosegue la ricerca sul morbo di Lou Gehrig. Il prof. Adriano Chio`: `Nel calcio si danno farmaci oltre il limite`. Il dibattito e` ancora apertissimo, e la SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (il nome clinico del morbo di Gehrig) continua a essere una delle malattie piu` studiate nel mondo del calcio e degli sport professionistici in generale, oggetto anche di inchieste giuridiche come quella del pm torinese Raffaele Guariniello.
La SLA e` una malattia nervosa degenaritiva che nasce dalla morte di alcune cellule dette motoneuroni che coordinano i nostri movimenti dalle loro sedi che sono il cervello e il midollo spinale. Gli atleti, spiegano i ricercatori, non solo vengono colpiti dal morbo di Gehrig con una percentuale superiore, ma si ammalano prima. In eta` giovane: circa a 40 anni anziche` a 60.
La sindrome venne descritta per la prima volta nel 1941, prendendo il nome, `Lou Gehrig`, dal famoso giocatore americano di baseball che ne fu vittima.
La lista di calciatori colpiti da questa patologia e` molto lunga: tra questi ci sono Giuliano Taccola, Mauro Bicicli, Ernst Ocwirk, e soprattutto Gianluca Signorini, divenuto il simbolo della lotta al morbo. Al triste elenco si possono aggiungere anche altri nomi, ufficialmente deceduti per cause `altre` come Renato Curi, stroncato da un infarto e Andrea Fortunato, calciatore della Juventus colpito da leucemia.

Venerdi` a Roma, nell`ambito del Premio Sapio 2005 per la Ricerca Italiana, si e` svolta la giornata di Studio e Salute Sociale, in cui e` intervenuto il prof. Adriano Chio`, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Universita` degli Studi di Torino.
A colloquio con Datasport, lo specialista, gia` autore di una ricerca pubblicata dala rivista specializzata `Brain and New Scientist`, spiega lo stato dell`arte della conoscenza dei fattori di rischio della SLA: `Stiamo cercando di capire perche` tra gli sportivi, in particolare calciatori, vi sia un forte aumento della frequenza della malattia. I fattori di rischio sono vari: la possibilita` di subire un trauma cranico, la somministrazione di sostanze farmaceutiche (dopanti ma anche, e soprattutto, legali) e i fattori ambientali`.

Il prof. Chio` spiega i tre aspetti nel dettaglio. Si parla innanzitutto di farmaci, utilizzati dai medici sociali e dai preparatori atletici in grande quantita` durante un arco di tempo prolungato: `Negli sport professionistici, soprattutto il calcio, si fa un uso al di fuori del normale di prodotti anti-infiammatori. Alla lunga questo sovradosaggio puo` causare danni permanenti al fisico di un atleta`, spiega il professore.

Esiste un`ampia letteratura che parla dei danni provocati dai traumi cranici causati negli atleti da scontri di gioco e da semplici colpi di testa. In Olanda ai bambini sotto i 13 anni e` stato addirittura vietato questo gesto tecnico, in conseguenza degli studi effettuati da varie equipe mediche.
`E` vero, ci sono dati concreti che documentano i danni del colpo di testa nei ragazzi in eta` di sviluppo - conferma Adriano Chio` - Ma non si puo` eccedere nelle proibizioni, alla fine ci sono dei rischi che vanno messi in conto quando si pratica attivita` sportiva`.

Traumi cranici e medicinali sono da tempo `parte del gioco`, ma nell`insorgere del morbo di Lou Gehrig potrebbe intervenire un terzo fattore, strettamente legato all`ambienti in cui viviamo oggi: `Stiamo studiando il fattore ambientale, nello specifico ci preoccupano i prodotti fertilizzanti e diserbanti che vengono utilizzati nei campi di calcio - rivela il prof. Chio` a Datasport - Il contatto frequente con questi agenti chimici puo` avere un ruolo nello sviluppo di patologie come il morbo di Parkinson, che presenta molte attinenze con la SLA. Stiamo studiando in vitro questi elementi, poi elaboreremo dei modelli`.

La ricerca e` quindi ancora in una fase primaria, e secondo Adriano Chio` non ci saranno conclusioni a breve termine. Resta l`importanza degli studi in corso di svolgimento e la necessita` di fondi economici per approfondirli, specialmente contributi da privati.
`Il fenomeno della SLA e` raro, ma e` in aumento nella popolazione (in Italia, ogni giorno si manifestano in media tre nuovi casi di SLA e si contano circa sei ammalati ogni 100.000 abitanti, ndr). La ricerca e` fondamentale, per prevenire i problemi fin dalla tenera eta` e fare sport nel modo piu` sano possibile - spiega Chio`, che conclude con un appello ai media - E` importante sensibilizzare l`opinione pubblica affinche` si raccolgano fondi per proseguire gli studi. In Italia i fondi pubblici ci sono, ma mancano quasi totalmente quelli privati, che in altri Paesi europei sono la base delle ricerche`.

Si ringrazia Paolo Castoldi.

(R. Datasport, DTS)
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