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| Preparazione atletica |
Premessa
L'argomento dell'organizzazione
dell'allenamento, riferito alle problematiche degli allenatori dilettanti, è
stato sicuramente un tema privilegiato nel corso di questi ultimi anni. Il
motivo di ciò dipende dal fatto che i dati raccolti, nell'arco di vari anni di
attività, circa il tipo di allenamento proposto e della sua analisi, hanno
evidenziato, sia nelle squadre dilettanti che in quelle professionistiche,
alcuni errori riguardanti l'andamento del carico di allenamento e la non
corretta associazione tra i diversi mezzi adottati, soprattutto per quanto
riguarda la parte fisica.L'organizzazione ed il controllo dell'allenamento
dovrebbero costituire, a mio parere, una specifica materia d'esame al termine
dei corsi per allenatori e preparatori. Una parte delle seguenti osservazioni
riguarderà proprio la revisione dei mezzi atletici e l'organizzazione
dell'allenamento delle squadre dilettanti, con particolare riferimento alle
squadre di 3a,2a e 1a categoria, le squadre Under 18 e la Promozione.
L'organizzazione dell'allenamento con frequenza
di due, tre giorni settimanali.
Le squadre cui ci riferiamo si allenavano due o tre
volte la settimana, spesso in orari serali ed in condizioni climatiche e
logistiche (fondo del terreno ed illuminazioni) poco agevoli.Inizialmente la
programmazione prevedeva un allenamento suddiviso in una prima parte riguardante
la parte atletica ed una seconda rivolta invece agli aspetti tecnici.Questa
impostazione di programma, tra l'altro, portava spesso all'assenteismo di
qualche giocatore al quale non piaceva svolgere l'allenamento senza l'utilizzo
del pallone, preferendo invece essere presente alla seconda parte della seduta,
quella in cui viene svolto il lavoro di rapidità, seguito dai tiri in porta e
dalla partitella a tutto campo.
L'esperienza suggerisce di effettuare una migliore
"miscelazione" tra i diversi mezzi tecnico-tattici-atletici attraverso una serie
di esercizi proposti ora dall'allenatore, ora dal preparatore.
Più concretamente questo significa che:
1. il lavoro senza la palla deve essere
alternato con il lavoro con la palla;
2. la durata di un mezzo di allenamento non deve
superare i 20-30 minuti;
3. il lavoro atletico deve essere limitato al
minimo ma deve essere altamente qualitativo e mirato. Questo obiettivo è
conseguibile facendo una graduatoria dei mezzi, dal più importante al meno
importante, in funzione dei traguardi da raggiungere. Per esempio, considerando
anche il poco tempo a disposizione, l'allenatore dovrà giudicare se è più
importante dedicare del tempo ad un mezzo che irrobustisce i muscoli addominali
o, invece, al potenziamento delle caratteristiche di forza reattiva degli arti
inferiori;
4. il lavoro muscolare per gli arti inferiori
deve essere sempre fatto durante il primo giorno di allenamento;per tale lavoro,
infatti, i tempi di recupero sono superiori rispetto ad altri mezzi allenanti.
Esso deve essere preceduto solo dal riscaldamento ed eventualmente da un lavoro
di tipo tecnico. Quando si effettua questo tipo di lavoro, l'atleta non deve
essere affaticato;
5. l'esperienza della ripetizione dei test su
giocatori professionisti e la loro successiva elaborazione per la valutazione
del miglioramento percentuale delle qualità fisiche hanno evidenziato che alcuni
mezzi specifici sono più "mirati" rispetto ad altri;essi potrebbero essere così
riassunti:
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