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“Per gentile concessione del sig. Giorgio Pivotti, autore dell’articolo sotto riportato e degli altri due precedentemente pubblicati, trascriviamo qui di seguito i link, ricavati da YouTube, relativi a n. 23 gol evitabili da lui registrati e caricati, segnati per mancato rispetto della Posizione Frontale Attiva i primi tredici e del Controllo Visivo Attivo nella Difesa Elastica i rimanenti dieci. Per aprire il collegamento e vedere quindi le immagini filmate dei gol a passo normale e a rallentatore, è sufficiente premere il tasto Ctrl + clic posizionandosi col mouse sulla scritta in azzurro di YouTube.

Buona visione.

 

Tecnica e tattica

“La Difesa Elastica: nuova tattica difensiva nel calcio moderno – Schemi ed esercitazione”

Dopo l’articolo sulla Difesa Elastica con le immagini filmate di alcuni gol evitabili, inserito nella sezione “Tecnica e tattica”, pubblichiamo ora gli schemi e l’esercitazione ideata dall’autore per insegnare e tradurre nella fase applicativa la tattica di posizione e di movimento che sta alla base di questo moderno sistema difensivo, per marcare l’avversario .

» di Giorgio Pivotti

 

Giorgio Pivotti, ex dipendente di banca ora in pensione, abita a Castelfranco Veneto (TV). Al calcio, il suo sport preferito, si è avvicinato fin da giovanissimo per poi proseguire a giocare in ambito dilettante. Dopo aver partecipato nel 1978 al corso per allenatori di terza categoria, conseguita l’abilitazione si è dedicato in prevalenza alla conduzione tecnica di squadre giovanili anche se non in via continuata per motivi professionali. Ciò tuttavia non gli ha impedito di seguire il calcio a livello di studio e di approfondimento e nel 1985, raccolte alcune considerazioni, osservazioni tecniche sul calcio giocato, le invia al Notiziario del Settore Tecnico della Figc dove vengono pubblicate come uno dei primi articoli scritti da un allenatore dilettante. Da allora altri contributi appaiono sulla stessa rivista, su L’Allenatore dell’Aiac che nel numero di luglio/agosto 2008 pubblica il suo ultimo articolo “Tattiche moderne antigol” e dallo scorso anno anche sui siti Internet, integrati dalle immagini filmate dei gol dimostrativi. Ha suddiviso i gol, oggetto principale dei suoi studi sul calcio, in due grandi categorie imparabili ed evitabili, facendo di quest’ultimi il suo pallino con le regole appositamente elaborate per imparare a prevenirli, la Posizione Frontale Attiva ed il Controllo Visivo Attivo. Un percorso di ricerca e di analisi che si è andato perfezionando nel tempo fino a proporre un nuovo, inedito sistema difensivo chiamato “Difesa Elastica” più rispondente alle esigenze del calcio moderno.

Nel 2004 da alle stampe il suo primo libro dal titolo “Dizionario-Glossario del Gioco del Calcio” a cura della casa editrice Nuova Prhomos di Città di Castello (PG), un lavoro voluto con convinzione e determinazione avendo verificato che un testo del genere, di così ampia portata con oltre 2.200 voci, non era mai stato scritto prima, e quindi con la consapevolezza di colmare un vuoto esistente nel panorama della nostra letteratura sportiva e calcistica in particolare.


DIFESA ELASTICA – TATTICA DIFENSIVA



FERMO IMMAGINE DELL’AZIONE DENTRO L’AREA DI RIGORE CON I DIFENSORI DISPOSTI APPLICANDO LA DIFESA ELASTICA.

 

 


Come si vede dalle Figure 1-2-3, in una situazione di gioco con la difesa a tre dentro l’area di rigore e con palla verticale, centrale alla porta sul punto di essere appoggiata, il difensore nel mezzo dovrà cercare di stare alle spalle dell’attaccante, mentre i due compagni laterali dovranno sorvegliare, con il controllo visivo attivo, i rispettivi avversari tenendoli di fianco verso l’esterno poco più alti;
se l’azione d’attacco si sviluppa invece sulle fasce laterali sarà il primo difensore più vicino alla palla a porsi dietro l’attaccante esterno, mentre gli altri due staranno attenti di marcare i diretti avversari mettendosi al loro fianco leggermente arretrati.
Questa è la fotografia che si vede nella situazione statica della Difesa Elastica applicata con il controllo visivo attivo.
In quella dinamica subentra e la caratterizza il movimento laterale del capo, a destra, a sinistra e all'indietro, in modo attivo, in uno con lo spostamento del corpo, che consente al difensore di seguire non solo l'evolversi dell'azione d'attacco, ma soprattutto di valutare e decidere correttamente quale distanza prendere (concetto di elasticità) rispetto al diretto avversario, più stretta dentro l'area di rigore, meno sulle fasce laterali, e come posizionarsi nei suoi confronti in rapporto alla zona interessata alla circolazione della palla, cercando sempre di mantenere la disposizione base, l'assetto tattico della Difesa Elastica.



DIFESA A ZONA – TATTICA DIFENSIVA
 



FERMO IMMAGINE DELL’AZIONE DENTRO L’AREA DI RIGORE CON I DIFENSORI DISPOSTI APPLICANDO LA DIFESA A ZONA, PRONTI A RICORRERE ALLA TATTICA DEL FUORIGIOCO

ECCO COME SI DISPONGONO I DIFENSORI D CON I RISPETTIVI AVVERSARI A DENTRO L’AREA DI RIGORE, INDIPENDENTEMENTE DAL PUNTO, CENTRALE O LATERALE, DOVE E’ SITUATA LA PALLA.
SE VISTI DI LATO I GIOCATORI DI ENTRAMBE LE SQUADRE SI PRESENTANO IN FILA, ALTERNATI UNO DIETRO L’ALTRO; SE VISTI DI FRONTE SONO DISPOSTI IN LINEA, A PETTINE, UNO DI FIANCO ALL’ALTRO.
COME SI VEDE ANCHE NELLA REALTA’, L’ATTACCANTE VIENE LASCIATO CON TROPPO SPAZIO, IN POSIZIONE DI VANTAGGIO, MENTRE IL DIFENSORE MANTIENE UNA POSIZIONE A RISCHIO NEL MARCARE IL DIRETTO AVVERSARIO PERCHE’ NELLA SUA AZIONE DI CONTROLLORE SUBORDINA LA MARCATURA ALL’ARRIVO DELLA PALLA.
 




Marcatura in serie orizzontale

 
Schema di esercitazione per la nuova Difesa Elastica con il Controllo Visivo Attivo


 


L’esercitazione si svolge in due fasi tra loro collegate e complementari con due giocatori contrapposti, un difensore D ed un attaccante A, ed è seguita dall’allenatore con una bandierina in mano per dare il via al possesso palla, situata dietro, una al centro e le altre due più esterne.
Nella prima fase i due giocatori si muovono in orizzontale, appena dentro l’area di rigore, figura 1, con cambi di direzione e serpentine: l’attaccante A per smarcarsi nello spazio in attesa di andare sulla palla, stando attento però a non oltrepassare la linea del difensore (fuorigioco); il difensore D per cercare di marcare il diretto avversario nella giusta posizione, controllando gli spazi in modo elastico, ridotti al centro meno stretti verso l’esterno, con l’avvertenza di girare entrambi la testa per guardare l’allenatore, la sua bandierina parte attiva dell’azione.
Tale fase di gioco prosegue ed è indicativa per capire e valutare come si muovono i due giocatori nell’eseguire al meglio le loro rispettive funzioni tattiche, fino a quando l’allenatore non decide d’intervenire con il segnale di via al possesso palla, quanto al difensore per liberare e quanto all’attaccante per concludere a rete.
Proprio per assecondare lo scopo dell’esercizio, che è quello d’imparare a conoscere ed applicare la Difesa Elastica con il controllo visivo attivo, il segnale con cui l’allenatore indicherà ai giocatori il pallone a terra prescelto per la conclusione dell’azione, sarà dato da un gesto manuale, visivo, come se si trattasse di un tiro-passaggio, effettuato con la bandierina, alzandola in alto per indicare il pallone al centro oppure a destra o a sinistra per indicare uno dei due palloni laterali.
L’allenatore situato al centro, figure 2-3-4, induce i due giocatori, a seconda della loro posizione, a girare il capo sia a destra sia a sinistra per cogliere il momento preciso di quando alza la bandierina, e quindi per andare ad impossessarsi della palla sul tratto breve dove prevale la prontezza di riflessi o su quello lungo dove conta soprattutto lo scatto, la velocità.
Con la scelta di un segnale manuale il difensore è tenuto a muovere lateralmente la testa per tenere d’occhio, controllare alternativamente ed in rapida successione, sia il diretto avversario sia l’allenatore (portatore di palla), in modo da essere reattivo, una volta partito il segnale, per arrivare sulla palla in vantaggio, con l’avversario marcato oppure in grado di contrastarlo validamente nel disimpegno, senza farsi prendere in contropiede, alla sprovvista.
Invece, se il segnale dell’allenatore fosse vocale, sonoro, l’attaccante A punterebbe direttamente la palla, senza guardare l’allenatore, e, peggio ancora, il difensore D si lascerebbe andare ad una marcatura a uomo, stretta, di tipo rugbistico, cinturando l’avversario, commettendo fallo, come avviene spesso sui calci piazzati senza neanche veder partire la palla, con il risultato di annullare in pratica la finalità specifica dell’esercitazione che consiste nell’allenare ed applicare la difesa elastica con il controllo visivo attivo.
La stessa esercitazione si potrà svolgere con la variante da uno a due giocatori contrapposti e con due palloni invece di tre; ogni coppia si muoverà all’interno della propria metà area di rigore, delineata verticalmente, dove verrà posto il pallone di competenza con l’azione che potrà concludersi tirando a rete oppure appoggiando al compagno, fermo restando il resto.

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16/10/2008

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