IL GIORNO DOPO DI: AC SOLOFRA -- AC ISCHIA

Vince il Solofra, e si avvicina prepotentemente alla conquista dello sapreggio contro la vincente di Ostuni – Montenero. Un Solofra cinico, spietato, e a volte anche travolgente, supera l’Ischia all’inglese. Un’impresa senza dubbio quella della formazione di mister Esposito, ma la vittoria è più che meritata. In campo, ogni pronostico, è andato del dutto dissolvendosi. La gara, giocata sotto una pioggia battente, ha premiato senza dubbio la soddisfacente condizione atletica della formazione irpina. L’Ischia, si schierava con la formazione annunciata nei giorni precedenti al match; il Solofra invece, aveva un coraggio incredibile di presentarsi addirittura con tre punte. Un coraggio, quello del mister dei conciari che alla fine sarà premiato. La partita fino al quarto d’ora filava liscia equilibrata. Le azioni d’attacco si presentavano sia da un lato che dall’altro. Il direttore di gara, davvero all’altezza della situazione, controllava la gara nel migliori dei modi. Ma ecco il colpo di scena. Calcio d’angolo per la formazione locale. In area di rigore, ecco i primi movimenti. Cutolo sgomita verso Della Rocca che finisce giù. L’arbitro non vede, ma al suo assistente non sfugge nulla. Il difensore isolano, viene espulso, e il trainer dei gialloblù quindi è costretto a rivedere il proprio assetto tattico. Il Solofra, dal canto suo, non rinuncia al tridente. La formazione di mister Esposito da l’impressione di poter controllare la situazione. E gli episodi in campo lo dimostrano. Intorno al 20’ Santaniello a tu per tu con l’estremo difensore locale Garau, lo supera e tira a botta sicura; ma non ha fatto i conti con il rientro del difensore Mattera che a sua volta salva sulla linea. Pochi minuti dopo, una conclusione dello stesso attaccante viene neutralizzata con non poche difficoltà sempre dallo stesso estremo difensore. L’Ischia cerca di farsi viva invece prima della mezz’ora con una conclusione del bomber Caliano, che viene deviata in angolo da Radunanza. Al 44’ il vantaggio del Solofra che premia la propria superiorità esercitata fino a quel punto. Angolo dalla destra di Santaniello. Sul primo palo irrompe come un falco Fariello che infila nel migliore dei modi Garau. Per l’Ischia l’umore dal punto di vista psicologico, è davvero basso. Subire un gol allo scadere è senza dubbio una grossa beffa. Nella ripresa, quindi, è facile ipotizzare una reazione rabbiosa della formazione locale. Fallo in area di rigore di Oliva su Caliano; e il direttore di gara decreta il calcio di rigore. Dal dischetto va proprio lo stesso centravanti. La gara è a un bivio, come del resto tutte le speranze degli isolani sono tutte addosso al bomber. Ma Radunanza non si fa sorprendere da Caliano, rimane in piedi fino all’ultimo momento, e neutralizza alla propria destra la conclusione. Su capovolgimento di fronte, con l’Ischia completamente sbilanciata, ecco il raddoppio degli ospiti. Cannarozzi, s’invola sul fondo portando dietro di se due avversari. Cross al centro dove c’è solo Santaniello, che a porta completamente sguarnita insacca completamente. Dopo la seconda rete, i conciari controllano la situazione. La gara termina due a zero. Fischi per l’Ischia, i tifosi contestano duramente la squadra all’uscita dall’impianto. Ma in casa Solofra l’euforia è enorme. Al triplice fischio finale i calciatori vanno ad esultare sotto il settore riservato ai circa duecento indomabili che hanno sfidato le avverse condizioni metereologiche per seguire la propria squadra del cuore. La vittoria, in casa Solofra, ripaga senza dubbio degli enormi sacrifici effettuati fin’ora. La formazione irpina, inoltre, riscatta le cocenti delusioni patite proprio nelle precedenti due apparizioni agli spareggi. E’ la vittoria di tutto il gruppo, dal primo all’ultimo condottiero di questa annata della formazione gialloblù. Ma su questa vittoria, infine, incombe l’impronta di mister Esposito; è stato il vero artefice di questa vittoria, che oggi vede il Solofra più vicino al suo sogno che permane da quattro stagione. Per l’Ischia, l’ennesima battuta d’arresto dopo il fallimento in campionato.

 

 

NEWS/1

In casa Solofra, dopo la vittoria di Ischia, cresce l’entusiasmo in vista del ritorno. Mancano ancora sei giorni all’evento che andrà in onda allo stadio “Gallucci”, ma i supporter irpini hanno già annunciato che la loro presenza sugli spalti non passerà inosservata. Infatti, la “Brigata Veleno” sta già preparando una coreografia mozzafiato per accogliere nel migliore dei modi i propri beniamini. Intanto, ai fini dell’ordine pubblico, si stanno mettendo a fuoco gli ultimi dettagli. Ma dopo la pesante sconfitta interna, almeno alla vigilia non si preannuncia un massiccio esodo verso la città della concia.

 

NEWS/2

La vincente di Solofra – Ischia, molto probabilmente dovrà vedersela contro lo spietato Montenero di Bisaccia che nella gara d’andata disputata sul campo dell’Ostuni, ha vinto per una rete a zero, grazie ad un gol al 38’ di Ravalli. In vista del ritorno, i tifosi della formazione molisana si stanno già mobilitando, ma anche li già danno per scontata una finale contro il Solofra.

 

INTERVISTE

 

I PROTAGONISTI/ FARIELLO – SANTANIELLO: CORO UNANIME, E’ LA VITTORIA DEL MISTER

 

Fariello – Santaniello. Due nomi, due garanzie. Due loro gol spingono il Solofra verso la finalissima che vale la serie D. Gigi Santaniello però non nasconde che avere la meglio contro gli isolani non sia stato abbastanza facile: “Dal risultato qualcuno può pensare che si sia trattato di una passeggiata; ma in realtà non è stato così – esordisce l’attaccante salernitano – L’Ischia è senza dubbio una buona squadra, ma noi abbiamo lavorato sodo per tre settimane per venire a far bene qui. Abbiamo lottato estenuamente, e alla fine siamo stati premiati”.

L’episodio che probabilmente ha deciso l’incontro è stata l’espulsione di Cutolo. Concordi?

“Non credo. Noi comunque stavamo giocando bene, e fino al momento dell’espulsione abbiamo messo in difficoltà la formazione avversaria. Anche in parità numerica credo che il Solofra avesse vinto questa partita”.

Una vittoria che in primis premia il coraggio di Esposito, che va a giocare una gara ad Ischia con tre punte.

“Si, è una vittoria targata Esposito. E’ lui che comunque ci ha sempre detto di non mollare. Ci ha caricati al punto giusto, e credo che oggi lo abbiamo ripagato”.

Con questa vittoria il Solofra ha praticamente ipotecato lo spareggio promozione.

“E’ ancora presto per parlarne. C’è ancora da giocare il ritorno, e poi difronte avremo sempre l’Ischia. Noi non molleremo mai, e faremo di tutto per andare in serie D”.

A chi dedica la rete Santaniello.

“Dovrei fare molte dediche, ma questa rete preferisco regalarmela a me stesso. E’ una rete che vale tanto, mi ripaga degli enormi sacrifici effettuati fin qui. Avevamo sempre vinto e io ho quasi sempre segnato, ma non sono bastati per vincere il campionato. Era certamente bello se oggi non fossimo qui, ma comunque non abbasseremo il tiro e faremo di tutto per regalare splendide soddisfazioni ai nostri tifosi”.

Un Solofra che dal punto di vista fisico è stato nettamente superiore all’Ischia, anche per su campi pesanti come quello di domenica, il Solofra per certi versi ci è anche abituato a giocare.

“Potevamo giocare anche cento minuti, le nostre gambe sicuramente reggevano perché eravamo davvero preparati bene. Siamo stati superiori e lo abbiamo dimostrato”.

Una preferenza su chi vuole incontrare Santaniello in finale.

“Non conosco ne Montenero ne Ostuni; ma al diretto interessato non interessa. In quel momento noi tutti penseremo alla serie D, quindi non guarderemo in faccia a nessun avversario”.

Anche Fariello, autore della prima rete, dal canto suo riconosce i meriti dell’allenatore: “E’ stato lui a darci la spinta in queste tre settimane. Abbiamo giocato bene, la partita l’avevamo preparata in ogni minimo particolare. E’ stata senza dubbio una bella soddisfazione”.

Per Fariello questa vittoria assume un doppio significato dal fatto che in passato ha dovuto digerire cocenti delusioni proprio negli spareggi.

“Si, sia in passato che in questo epilogo di stagione, abbiamo subito delle vere e proprie delusioni. Siamo arrivati sempre all’ultimo passo, ma non siamo mai riusciti a farlo. Dopo la gara di Ischia, siamo nettamente fiduci in vista dell’arrivo in finale”.

Infine la dedica per il gol: “Lo dedico a chi non credeva in me”.

 

INTERVISTA ESPOSITO

 

E’ arrivato a Solofra in una situazione ingarbugliata. L’esonero di La Cava, il rischio di una squadra allo sbando a dieci tornate dal termine. Una missione quella di Pasquale Esposito, non tanto impossibile, ma rischiosa. Dieci gare da affrontare, dieci finali, nove vinte e una persa. Una sconfitta che alla fine, conti alla mano, ha consegnato la promozione alla Scafatese. Dalla sua, l’attenuante di non poter cambiare nulla sotto il profilo tecnico con il rischio davvero di compromettere la situazione. Insomma, qualcosa di suo, come è nello stile di ogni allenatore, doveva pur mettercelo, e se il Solofra ha vinto ad Ischia, il merito è soprattutto suo. Prima perché come ha sempre affermato nel dopogara: “Io a questa gara ci ho sempre creduto”, secondo perché ha avuto il coraggio di presentarsi ad Ischia con tre punte, una mossa che ha praticamente tramontato i sogni della formazione isolana: ”Io ho sempre ritenuto i mei ragazzi superiori a tutti, e oggi credo che lo abbiano dimostrato. Il merito è senza dubbio loro. Hanno lavorato seriamente in queste tre settimane e i risultati oggi si sono visti. Noi ci credevamo, eravamo convinti di riuscire a far risultato ad Ischia, e credo che il risultato non ci ha smentiti”. Il tecnico ex Angri e Sorrento, poi continua ad elogiare i suoi ragazzi: “Davvero bravi a non cadere nelle provocazioni. Loro, come ha giustamente visto il direttore di gara, sgomitavano, e i miei ragazzi sono stati veramente professionisti nel non reagire mai. E questo senza dubbio ha fatto si che il nostro gioco andasse in porto”.

Il tecnico dei solofrani, nel vedere aumentate le percentuali di passaggio del turno, cerca di placare l’entusiasmo: “E’ senza dubbio un ottimo vantaggio in vista del ritorno. Ma la gara non fisce qui, ci sarà ancora da soffrire, perché l’Ischia non verrà a Solofra per farsi una passeggiata. Nutriamo comunque nei loro confronti un grande rispetto”.

Poi il modulo, questo 4 – 3 – 3 che alla fine ha sorpreso tutti, e che ha fatto vincere il Solofra: “in questa stagione, lo avevo adottato a Baiano. E’ un modulo che conosco bene e che alla fine ci ha giustamente premiati”.

Infine il futuro, con all’orizzonte il Montenero di Bisaccia: “Noi dobbiamo restare con i piedi per terra, adesso, siamo solamente a metà dell’opera”.

 

Al termine della partita i calciatori del Solofra vengono investiti dall’incredibile entusiasmo dei propri suppoters. Il viaggio di ritorno, verso l’Irpinia, è solamente festa con cori rivolti a tutti i loro beniamini in campo. Dario Della Rocca rientrava dal primo minuto dopo diverso tempo, e non ha affatto deluso le aspettative: “Sicuramente, credo di aver fatto il mio dovere nel migliore dei modi”. Ma per Della Rocca, come per alcuni calciatori della vecchia guardia è la giusta ricompensa dopo tante delusioni; lui stesso ammette: “E’ vero, da tre campionati a questa parte abbiamo fatti i conti con la sfortuna, ma comunque credo che adesso la strada è tutta in discesa”. E la vittoria ha una dedica particolare rivolta: “Ad Oliva, perché nei miei momenti più difficili mi ha sempre aiutato”.

Altro elemento della vecchia guardia è Salvatore Caruso. Per il difensore di Quadrelle, come per Dela Rocca, la giusta ricompensa dopo le delusioni degli ultimi anni: “E’ stata senza dubbio una bella emozione vincere su un terreno difficile come quello di Ischia – ammette il difensore gialloblù – Adesso la strada che conduce al vero e proprio spareggio è in discesa, ma noi non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia”. Nel campionato, diversi attaccanti hanno dovuto sudare per avere la meglio contro il forte difensore irpino; domenica è stata la volta di Gigi Caliano, che è uscito anzitempo, e che nella manovra della squadra è sembrato spesso isolato, cercando invano di andare a recuperare palla a centrocampo: “Io in campo faccio solamente il mio dovere. Nutro rispetto nei confronti di tutti i miei avversari. Ma se gli attaccanti si trovino in difficoltà contro il Solofra, il merito non è solamente mio, ma anche dei miei compagni di reparto”.

 

BOMBASTIK

 

In vista della gara di Ischia, il Solofra aveva deciso, di anticipare la aprtenza per l’isola al giorno prima. Quindi, sabato la formazione irpina ha pernottato sull’isola nella località Lacco Ameno. Ad alcuni tifosi il passaggio della truppa di mister Esposito non è passato inosservato, e per cercare evidentemente di fargli aumentare l’apprensione in vista del match del giorno dopo, hanno pensato di disturbare la loro nottata. Infatti, alle due di notte di sabato, sono fatte esplodere sotto l’hotel che ospitava la truppa irpina, tre bombe carta. “Sono state tre forti esplosioni – ammettono i dirigenti – un’altra, poi l’abbiamo avvertita anche al nostro arrivo allo stadio. Quelle che invece ci sono state lanciate nel retro della panchina durante all’incontro erano meno pesanti di quelle precedenti”. Sicuramente, si tratta di incivili che con il calcio evidentemente non hanno nulla a che vedere. La società del Solofra, non ha presentato denuncia, ma ha trascorso il resto della notte in vera apprensione. Alcuni calciatori tra cui Fariello e Santaniello (alloggiavano praticamente in uno dei punti più vicino al luogo dell’esplosione) hanno trascorso la notte insonne. Tornando alla gara, invece, c’è da sottolineare il fair play dell’Ischia “sportiva” che al termine dell’incontro ha applaudito i calciatori del Solofra sia all’uscita dal rettangolo verde, che dall’impianto. Invece, per i giocatori dell’Ischia, il dopo gara è stato davvero infuocato. A parte del caso di Caliano (di cui ne riportiamo in un’altra pagina), nel dopo gara alcuni calciatori con il mister Petrone pare che siano venuti addirittura alle mani.

 

CALIANO

 

E’ arrivato al porto scortato dalla polizia lui, e la sua famiglia. Gigi Caliano, e altri due suoi compagni di squadra. Ma il principale bersaglio era lui. Al momento della sostituzione, i fischi per lui, erano davvero numerosi. Ma nel dopo gara la situazione si era fatta davvero pericolosa. Un Caliano amareggiato, ha il morale basso, ma comunque preferisce soprattutto difendersi: “Un che fa trentatrè gol in un torneo, e poi deve essere criticato è vergognoso. Sbagliare un rigore è umano, perché non può sbagliare Caliano. Può capitare a tutti, non capisco perché i tifosi ce l’abbiano con me. Quando si va in campo si vince e si perde in undici. Non concepisco il loro atteggiamento. E’ stata veramente una brutta pagina sia per me che per lo sport. Ho dovuto arrivare al porto scortato, e non solo. Gli agenti hanno continuato il loro lavoro anche sulla nave che mi riportava a casa. Con me c’era la mia famiglia, hanno temuto davvero forti ripercussioni, e per questo sono profondamente deluso. All’Ischia ho dato molto, e per questo ho la coscienza pulita, avevamo costruito un ottimo tassello, non capisco perché per un mattone messo male, sia dovuto crollare tutto. Con l’Ischia ho chiuso!”. E’ questo lo sfogo del bomber dell’Ischia, che mette in dubbio, difronte alla tutela della propria incolumibilità, addirittura la presenza nella gara di ritorno in quel di Solofra: “Non spetta a me decidere. Patron Goveani mi ha pagato, e lui deciderà. Però voglio premettere una cosa, ad Ischia non ci tornerò nemmeno per gli allenamenti”.  Giuseppe Guerriero da Campania Sport

 

 

 SPECIAL  FOTO  ISCHIA - AC SOLOFRA

 

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