TUTTE LE GARE DEL 7 APRILE 2004

calcio a 5
- calcio femminile - calcio juniores

Calcio a 5

ABRUZZO 3 MARCHE 4
 

Abruzzo:
Gatta, Zucchi Brewer, Novelli A., D'Amelio, D'Andrea, Fontana, Sablone, Isidoro, Zingaropoli, Giovanetti, Cappucci, Gaetanino

Marche:
Sconocchini, Barchiesi, Piersimoni, Fiori, Deliberato, Stroppa, Furlanetto, Bellavigna, Vescovo, Giulianelli, Salvi, Di Genova
 

Marcatori:
per l'Abruzzo - Novelli 2 reti ( 7' pt , 10' pt ); D'Amelio 1 rete (29' pt).
Per le Marche - Piersimoni 2 reti (14' st, 18' st); Stroppa 1 rete (20' pt); Bellavigna 1 rete (17' st)

Ammoniti: Nessuno
Espulsi: Nessuno
1° arbitro: Conti - Bologna
2° arbitro: Navigo - Ravenna

Al Polisportivo "Nevio Treossi", la partita fra Marche e Abruzzo non ha certo fatto mancare emozioni al pubblico presente. Gli abruzzesi padroni nel primo tempo, che chiudono in vantaggio di due reti (3-1), sembrava potessero far propria la partita con facilità: le Marche pur costruendo numerose azioni in velocità, davanti alla porta difesa da Gatta non riuscivano a capitalizzare. Dal canto loro, gli atleti neroverdi, sornioni, preferivano aspettare per poi ripartire e colpire, così come è avvenuto nelle occasioni dei 3 goal siglati da Novelli e D'Amelio. I marchigiani segnano un solo goal, lasciando comunque aperta la partita. Il secondo tempo si è prospettato avvincente e non ha certo infranto le aspettative: la rappresentativa delle Marche tornava in campo molto più carica di quella dell'Abruzzo, che ha pagato non solo la stanchezza fisica dei suoi atleti dovuta alla partita di ieri contro la Campania, pareggiata col punteggio di 10-10, ma forse anche la convinzione di aver già vinto. Dopo il primo quarto d'ora, in cui avevano creato diverse occasioni da goal, i marchigiani segnano tre goal in rapida sequenza, nati da un rovesciamento di fronte su delle occasioni degli abruzzesi: il 3-2 viene dopo una punizione dal limite di D'Amelio respinta dalla barriera, la palla scavalca gli atleti abruzzesi e Piersimoni riesce a capitalizzare il contropiede. Stessa dinamica per il goal del vantaggio marchigiano siglato dallo stesso Piersimoni, che sfruttava una respinta del portiere Di Genova su tiro di Novelli. La Rappresentativa Abruzzo, dopo un primo momento di sbandamento, provavano a raddrizzare il risultato: Mr. Agostinone, a 7 minuti dal termine, decideva di giocare il tutto per tutto schierando un uomo in più e chiamando in panchina il portiere Gatta. Questa mossa costringeva le Marche a rimanere asserragliate nella propria area ma i ragazzi di Mr. Battistini riuscivano a difendere il risultato, condannando gli abruzzesi all'eliminazione.

 

CALABRIA 5 LIGURIA 4


Calabria:
Bisignano, Bruno, Calio, Carnuccio, Condorelli, De Luca, Fasanella, Ferraro, Mazzitello, Pastori, Porcaro, Zumpano.

Liguria:
Gallina, Lomuoio, Giusto, Chiarla, Dorigo, Pigliaceli, Cadile, Sanna, Pantuosco, Stornello, Garaventa, Maiani. All: Robello

Arbitri: Di Cuja e Omenetti di Ancona
Marcatori: 4' pt e 5' st Ferraro, 3' st Pastore, 25' pt Pigliacelli, 30'pt Pantuosco, 20' st Caliò, 22' st Stornello, 26' st Lomuoio, 35' st Cannuccio.

La Calabria ottiene una vittoria importante contro la Liguria, sconfitta nettamente ieri dal Piemonte. La squadra calabrese s'impone con un 5-4, dimostrazione di una partita tirata fino al termine e dccisa da un colpo di genio di Carnuccio. La corazzata del tecnico Tulino, che ha potuto contare su un ispiratissimo Ferraro, ha prodotto delle ottime occasioni da rete spesso non realizzate per piccole imprecisioni. La vittoria è ancora più importante perché ottenuta con una Liguria molto combattiva: la squadra di Robello, parente lontanissima della frastornata squadra di ieri, ha tenuto bene il campo per parte della gara ed ha spesso approfittato degli errori difensivi su calcio piazzato della Calabria. Parte forte la selezione del sud. Al quarto, vantaggio siglato da Ferraro con un perfetto diagonale. Il quintetto di Tulino si rilassa e la Liguria, in cinque minuti, ribalta il risultato con le marcature di Pigliacelli e Pantuosco. Nella ripresa, la Calabria raggiunge il pareggio al terzo minuto ad opera di Pastori, imbeccato da Ferraro. E' sempre l'attaccante calabrese che al quinto sigla il 3-2. Caliò sigla la rete del 4-2 al ventesimo. La Liguria reagisce ed in pochi minuti trova il pareggio. Prima con Stornello che sugli sviluppi di un calcio d'angolo batte Fasanella; poi è Lomuoio ad illudere il quintetto di mister Robello. A spezzare i sogni liguri ci pensa Carluccio. Il laterale calabrese, su uno scarico in diagonale, realizza il gol della vittoria con un delizioso colpo d'esterno.

LAZIO 2 SARDEGNA 2

Lazio:
Rossi, Montagnolo, Kola, Ascenzi, Pironi, Mora, Spaccialbelli, De Rossi, Santonico, Gaffi, Volpe, Maggi. Al.Zaccardi

Sardegna:
Fadda, Atzori, Cabras, Frongia, Garau, Meloni, Cau, Per dighe, Pittalis, Vacca, Zucca, Ferriera. All. Barbieri

Arbitri: Carpani e Silvestri di Ascoli
Marcatori: 3'st e 14' st Santonico, 13' st Perdighe, 35' st Vacca
Ammoniti: Spaccialbelli e Montagnolo; espulsi Pistalis al 26' st per doppia ammonizione.

Quando crederci vuol dire tanto. Quando crederci fa la differenza. Ecco come la Sardegna nonostante l'inferiorità numerica riesce ad agguantare un pareggio in extremis. È Stata una bella partita lottata fino all'ultimo da entrambe le parti, un incontro alla pari che trova nel pareggio il giusto risultato. La formazione di Zaccardi provfa ad imporsi fin da subito ma i ragazzi di Barbieri non subiscono affatto l'iniziativa avversaria. Un veloce botta e risposta ha animato la partita. Alle pericolose discese di De Rossi e Santonico rispondevano Perdighe e Pittalis con le loro iniziative. Da sottolinerare la prestazione dei due portieri: decisivi, puntuali e attenti. Se non fosse stato per i loro numerosi interventi probabilmente il risultato sarebbe stato più largo. Parte subito il Lazio: Gaffi mette in gioco per De Rossi, ma incrocia Zucca sulla traiettoria che devia. Immediata la partenza della Sardegna che si fa più pericolosa: al 7' il calcio piazzato di Zucca si scaglia contro la traversa. Non si scoprono le due squadre: difese praticamente blindate, si crea in attacco, ma non nessuno permette all'avversaria di finalizzare per poter cambiare il risultato. Al 15' la coppia del Lazio De Rossi e Santonico riparte, ma l'intervento di Perdighe in scivolata non permette l'accesso a quest'ultimo. Al 19' la Sardegna si presenta dalle parti di Rossi con Pittalis che scende sulla destra, verticalizza per Zucca, ma Santonico chiude in rimessa laterale. Passano inesorabili i minuti, ma il risultato non si sblocca. Minuti di recupero, un'occasione da sfruttare a testa. Al 31' Montagnolo chiama in causa Gaffi posizionato sulla fascia sinistra che qa sua volta, scorge Santonico soto la porta. Inevitabile il cross, ma Fadda si oppone al meglio e devia. Al 32' la Sardegna scende con Frongia che da posizione centrale prova a sorprendere Rossi, ma incrocia sulla raiettroia del tiro tanto il portiere che Spaccialbelli. Nella ripresa le due squadre si presentano ancora più decise a cambiare il risultato. Ad aprire le ostilità ci pensa il Lazio: al 3'Santonico dalla sinistra non perdona e insacca la palla alle spalle di Fadda, proprio nell'angolo destro, dove l'estremo difensore non può arrivare. Ma la Sardegna è pronta a recuperare: al 13' riporta il risultato sul pareggio con Perdighe lanciato al centro dal cross di Meloni. Rossi intuisce la traiettoria, ma non ci arriva. Immediata la reazione dei ragazzi di Zaccardi che si portano nuovamente in vantaggio con Santonico. Sale il nervosismo, la Sardegna ne paga le conseguenze perdendo per doppia ammonizione Pittalis, ma nonostante l'inferiorità numerica, è riuscita a trovare il pareggio. Nell'ultimo minuto di recupero Vacca riesce a battere Rossi, all'insegna di un pareggio cercato, voluto ed ottenuto. Oltretutto giusto. Il Lazio poteva far tesoro della superiorità numerica ma non ci è riuscito. Tutto questo per un pareggio che ha perfettamente rispecchiato quanto si è visto in campo.

 

TRENTINO ALTOADIGE 4 FRIULIVENEZIA GIULIA 5

Trentino Alto Adige:
Albertini, Zucal, Ferrari, La Manna, Sommacampagna, Cogoli, Malandrino, Di Muccio, Fiorani, Profaizer, Zendri, Sartin. All. Caracristi

Friuli Venezia Giulia: Garofalo, Collauto, Francolini, Guaran, Civello, Tirelli, Gallo, Montuosi, Del Bono, Buonocore, Devenuto, Tonizzo. All: Doriano

Arbitri: Meles di Ancona e Troiano di Pesaro
Marcatori: Collauto, Fiorani, Devenuto, Tirelli, Devenuto, Zendri, Sommacampagna, Di Muccio, Tirelli.
Ammoniti: Zendri, Tonizzo, espulso per fallo di reazione

In un incontro dalle mille emozioni, il Friuli riscatta la sconfitta nella partita inaugurale con la Puglia e piega negli ultimi sgoccioli di gioco un Trentino mai domo e porbabilmente punito troppo severamente dalla sconfitta finale. I friulani però ci hanno creduto fino in fondo, approfittando di un calo nel finale degli avversari che avevano profuso moltissime energie per rimontare lo svantaggio dall'1 a 4. Il Friuli, passato in vantaggio in apertura di gara grazie a Collauto, ha mancato inizialmente anche un'ottima occasione da gol con Tirelli. Dopodiché, il Trentino ha iniziato a prendere le misure all'avversario, nonostante l'espulsione di Malandrino, che scontratosi con Del bono viene allontanato per un fallo di reazione ravvisato dall'arbitro. Il pareggio arriva grazie a Fiorani, che è lesto a tramutare in gol un assist di Di Muccio. Quindi, prima della chiusura del primo tempo è il Friuli a vivere il suo momento migliore della partita, andando a segno per tre volte prima con una potente conclusione di De Venuto che si insacca sotto la traversa, poi con Tirelli che dopo aver colpito la traversa viene immediatamente messo di nuovo in condizione di concludere da Gallo, e stavolta senza sbagliare, e infine ancora con De Venuto che servito da Del Bono, autore di una grande azione personale, non sbaglia. I friulani sembrano quindi dilagare, ma il Trentino non si arrende e anzi accorcia subito le distanze con Zendri. Nella ripresa il capocannoniere della C trentina Sommacampagna lancia la rimonta degli uomini di Caracristi, che si compie grazie ad un micidiale diagonale di Di Muccio. Con due grandi parate il portiere del Trentino Zendrin sembra in grado di preservare il pareggio per i suoi, ma a una manciata di secondi dal termine Tirelli con una bomba sotto l'incrocio dei pali riporta avanti i tenaci friulani, che esternano tutta la loro gioia, anche dalla panchina, per il sofferto e per questo ancora più gustoso successo.
Fabio Belli

 

UMBRIA 3 LOMBARDIA 5

Umbria:
Merluzzo, Cenfi, Caraffini, Ceccaroni, Della Torre, Falchi, Chiocchini, Becchetti, Aitm'barek Said, Del Citerna, Aitm'barek Rachid, Altavilla

Lombardia: Picconese, Busatto, Carminati, Casiraghi, Mezzani, Buzzi, Monti, Dolciotti, Invernizzi, Boni, Manciavillano, Discepoli. All.
Arbitri: Pagnotta di Ascoli e Castelli
Marcatori: 6'pt Monti, 15' pt Busatto, 20' pt Becchetti, 28'pt aut. Chiocchini, 32' pt e 13' st Aitm'barek Said, 5' st Manciavillano, 28' Mezzani.
Ammoniti: Chiocchino, Della Torre.

La Lombardia si riscatta della sconfitta subita all'esordio, battendo l'Umbria di mister Veneri apparsa combattiva ma non abbastanza incisiva. La partita non ha regalato molte emozioni, e specialmente è stata a tratti rovinata da decisioni arbitrali errate. L'unica colpa che si potrebbe fare all'Umbria, se di colpa si tratta, è stata la mancanza di continuità: i ragazzi in campo erano ben messi, le iniziative di certo non sono mancate, ma il tutto procedeva per fasi alterne. Ottima la prestazione dei due fratelli Ait M' Barek: Rachid in fase difensiva si coordinava al meglio con Said pronto ad infastidire Piconese, custode della porta lombarda. Non a caso due dei tre gol messi a segno dagli umbri sono stati firmati da Said. La Lombardia dal canto suo è stata più decisa e cinica al momento giusto, tanto che non perde tempo per studiare l'avversario. Al 6' Monti porta la sua squadra in vantaggio con un pallonetto che va a scavalcare Merluzzo. L'Umbria risponde al 13' con Becchetti che dalla destra scarica, ma non riesce a mettere in difficoltà Piconese che devia con i piedi. Passano solo due minuti a la Lombardia raddoppia: al 15' Busato dalla fascia sinistra fa partite un tiro preciso che buca la rete. Non resta a guardare l'Umbria: al 16' Della Torre mette in gioco al centro Rachid che scarica sopra la traversa. Un minuto dopo Becchetti sempre da posizione centrale impegna Piconese con una deviazione. Ma l'insistenza paga i ragazzi di Veneri che al 20' proprio con Becchetti trovano la via del gol: punizione che filtra tutti e palla che si chiude in rete. Accorcia le distanze l'Umbria, ma al tempo stesso paga caro un erroe difensivo, quando al 28' per fermare la discesa di Monti, Chiocchini in scivolata insacca involontariamente la palla in rete. Nonostante tutto l'Umbria trova il modo per accorciare nuovamente le distanze. In pieno recupero Said segna un gol da cineteca: rovesciata spettacolare sulla sinistra, Piconese non può far niente per fermare la genialità del ragazzo umbro. La ripresa si riapre con il gol della Lombardia: al 5' al tentativo mancato di Invernizzi segue la realizzazione di Manciavillano che dalla sinistra insacca nell'angolo destro. Decisivo ancora Said per l'Umbria quando al 13' chiude alle spalle di Piconese. Ma i ragazzi di Veneri non riescono a recuperare quel gol di scarto lasciando invece alla Lombardia la possibilità di allungare le distanze al 28' con Mezzani che da posizione centrale chiude in rete nell'angolo destro. A questo punto è mancata la giusta dose di incisività, quella che ha fatto la differenza per la Lombardia.

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Calcio femminile

PIEMONTE 7 CALABRIA 0

Piemonte (3-4-3):
Masera sv; Barbaglia 6, Murialdo 6, Fossati 6.5; Ferri 7, Comino 6.5 (dal 12' st Salvà 6), Veia 7, Villarboito 7.5 (dal 32' st Lo Surdo 6); Calabrese 6 (dal 12' st Riccio 6), Mendolia 7.5 (dal 24' st Lo Sardo 5.5), Calà 7.
A disp: Bertalli, Consolato, Franzero, Rivetti, Tedesco. All.: Giancarlo Padovan.

Calabria (4-3-3):
Baldino 6; Straface 5.5, Chiappetta 5.5 (dal 34' pt Ieracitano 5.5), Angotti 5.5, Puntillo 5.5; Arturi 5.5, Aloe 6 (dal 35' st Gioffi sv), Talarico 5 (dal 33' pt Gilormo 6); Labate 5.5 (dal 1' st Cilurzo 5.5), Madia 6, Magazzù 5.5 (dal 22' st Siciliano 5). A disp.: Ursino, Iero, Gatto, Scarpelli. All.: Anna Russo.

Arbitro: Schiavo di Modena, voto 7. Assistenti: Panciroli di Parma e Iori di Reggio Emilia.
Marcatori: 3' pt Mendolia, 27' pt Calà, 29' Ferri, 34' pt, 40' pt e 5' st Mendolia, 8' st Villarboito. Note.
Angoli:
2-9.

MIRAMARE (RN) - Il risultato finale è lo specchio di una gara senza storia che, se le ragazze allenate da Padovan avessero avuto maggiore cattiveria agonistica, avrebbe potuto terminare con uno score più alto. La selezione calabrese ha fatto quello che poteva, mettendo in mostra margini di miglioramento e materiale sul quale lavorare ma, attualmente, il divario col team piemontese è troppo alto. Dopo appena tre minuti di gioco, le ragazze capitanate dalla Comino vanno in vantaggio. La Calà s'invola sulla fascia destra e, dopo essere entrata in area ed aver evitato un intervento avversario, centra un pallone che la Mendolia insacca di testa. La gara prosegue col Piemonte a creare gioco e la Calabria a tentare d'arginarlo con l'organizzazione del capitano Aloe. La capitolazione è nell'aria e le occasioni sprecate dalle piemontesi sono molte. Il doppio vantaggio arriva al ventisettesimo. La Mendolia imbuca la palla per la Calà, che s'inserisce in verticale, e l'attaccante batte all'angolo basso alla destra della Baldino che non riesce ad intervenire. Due minuti dopo le reti diventano tre. Su calcio d'angolo l'inserimento della Ferri, sul secondo palo, è perfetto ed il folletto di fascia batte l'estremo difensore di testa. Al trentaquattresimo la Mendolia realizza la sua doppietta; l'attaccante anticipa, a metà campo l'Aloe, e va in percussione centrale battendo il portiere con un tocco d'esterno sulla sua uscita. Prima del riposo arriva il 5-0, sempre per merito della Mendolia. Stavolta è la Villarboito a far tutto: inserimento in area e tiro, sulla cui ribattuta si getta la compagna per la tripletta personale. Nella ripresa la storia non cambia, ed è sempre il Piemonte e far gioco. Dopo otto minuti il risultato arriva sul 7-0. Prima con la realizzazione della quarta rete per la Mendolia, che segna dopo l'ennesimo inserimento in verticale. Poi è la Villarboito a regalarsi la soddisfazione della rete: l'esterno anticipa, sulla trequarti un'avversaria, entra in area e batte il portiere con un tiro angolato. La Calabria non è riuscita a portare nessun pericolo degno di nota dalle parti della Masera, sebbene il Piemonte dopo la settima rete abbia abbassato molto il ritmo.


LAZIO 0 SARDEGNA 0

Lazio:
Pittiglio 6, Capotosto 6, Cioffi 7, Conti 5.5 (25'st Ceccarelli 6), Danella 6, De Luna 5.5 (1'st De Santis 6.5), Forlini 5.5 (1'st Rizzato 6.5), Mostarda 6.5, Soli 6 (17'st Fiorelli 6), Straforini 5.5 (17'st Fiorentini 6), Strabioli 7. A disp. : Maiozzi, Capizzi, Savelli, Valeri. All.: Pompa 6.

Sardegna:
Calvisi 7 (42'st Mureddu sv), Arese 7, Curridori sv (20' pt Canu 7), Gervasi 7, Follesa 6, Sirigu 6 (35'st Sau sv), Poddesu 6, Salvagno 6.5 (6'st Demuru 6), Impera 6, Marceddu 6.5 (21'st Pinna 6), Sechi 6. A disp. : Ruggeri, Ena, Zedda, Onidi. All. : Piras 6.5.
 

Arbitro: Benelli (Rimini) 6.5 Ass. Arb. : Guiducci (Rimini), Arcangeli (Rimini).
Note: Calci d'angolo : 5 - 2.
Recupero: 2'pt, 3'st.

Finisce l'avventura della Sardegna al Torneo delle Regioni con una sconfitta e un pareggio, le regazze del Lazio invece partono col freno a mano tirato e dovranno ora battere la Toscana per andare avanti. Nel primo tempo le squadre in campo si equivalgono, senza però che nessuno riesca a trovare il guizzo decisivo per portare a casa la vittoria. Bisogna aspettare il 16' per registrare la prima azione degna di nota : una punizione battuta dalla Gervasi finisce infatti per sorvolare di poco la traversa difesa dalla Pittiglio. Due minuti dopo scatta la controffensiva del Lazio, con la mobilissima Cioffi che tenta da fuori senza fortuna. Al 24' la Strabioli è molto brava a colpire al volo su cross proveniente da calcio d'angolo, ma è altrettanto abile la Calvisi nel distendersi in tuffo e respingere. Sempre la Calvisi al 36' deve impegnarsi per bloccare una punizione della Cioffi molto precisa anche se non straordinariamente potente. Nient'altro accade nel finale nel primo tempo, mentre nella ripresa il Lazio prova ad accelerare per sferrare il colpo decisivo, trovando però una resistenza da parte delle sarde difficile da superare. Al 14' con un bell'inserimento in area la Mostarda sfiora il gol con un colpo di testa ravvicinato, quindi la Calvisi è brava a non farsi sorprendere da una conclusione a girare della Strabioli. Al 27' su colpo di testa della Rizzato la Canu salva sulla linea, quindi a un quarto d'ora dal termine ancora la Rizzato con una bella iniziativa elude con una finta il controllo di due avversari, ma il suo tiro si spegne a lato. Nel finale l'incontro, complice la stanchezza delle giocatrici, non regala ulteriori emozioni terminando così a reti bianche.
Fabio Belli

 

MARCHE 3 CAMPANIA 1
 

Marche:
Cantori 5.5, Anselmi 6.5 (dal 45' st Bianchi 6.5), Capretti 6, Deales 6, Locci 6, Vescovo 6, Longo 6.5 (dall'8' st Mastrovincenzo 7), Mainardi 6.5 (dal 17' st D'Ippoliti 6), Milella 6, Porcu 7 (dal 39' st Poli sv), Zambonelli 6.5.
A disp.: Cerioni, Cannata, Casagrande, De Vincentis, Marani. All. Sig.: Tozzi

Campania:
Iannone 6, Avvisato 5.5, Miranda 5.5 (dal 43' st Svaldi sv), Catapano 5.5 (dal 31' st Franzese sv), Fiengo 6.5 (dal 35' st Mallardo sv), Pastorini 7, Troisi 6, Nacar 5.5, Criscuolo 5.5 (dall'8' st Maione 5.5), Olivieri 6, Barra 6 (dal 23' st Fontanella sv).
A disp.: Gambino, Brillante, De Stefano. All.: Sironi..

Arbitro: Vegro (Rovigo) Ass. Arb. : Oliboni (Verona) e Eminente (Legnano) Marcatori: 22' pt Porcu (M), 37' pt Pastorini (C), 33' st Mastrovincenzo (M), 49' st Bianchi (M) Note : Calci d'angolo : 4-3 per le Marche.
Recupero: 1' (pt) ; 4' (st)

Vittoria meritata, quanto sofferta, delle ragazze delle Marche su una Campania poco abile ad approfittare delle disattenzioni della retroguardia avversaria. Partono subito forte le azzure, che già al 5' si affacciano in avanti con un tiro di Mainardi dal limite dell'area di poco alto sopra la traversa. Al 7' ancora le Marche insidiose: discesa di Porcu sulla sinistra, servizio sulla linea dei 16 metri per Zambonelli che si libera di un'avversaria e conclude con Iannone che blocca a terra. E' sempre la formazione di Tozzi ad avere in mano il pallino del gioco e al 16' l'urlo dei propri tifosi si strozza in gola. Sugli sviluppi di un corner, la palla carambola sui piedi di Locci che dal limite dell'area piccola e con il portiere campano praticamente battuto, spedisce clamorosamente a lato. La mole di gioco creata produce frutti al 22' : lancio di Anselmi dalla metà campo per Porcu che scatta sul filo del fuorigioco e dal limite supera Iannone in uscita con una precisa conclusione sotto la traversa. La Campania non ci sta e, sospinta anche dall'affettuoso incitamento dei propri sostenitori al 26' si affaccia per la prima volta in avanti: il pregevole sinistro a girare di Pastorini, però, accarezza soltanto l'incrocio dei pali alla destra di Cantori. Al 37' le rossoblu pareggiano i conti: il portiere biancazzurro non controlla un pallone innocuo nella propria area di rigore, si avventa come un falco la solita Pastorini e infila a porta sguarnita. La ripresa si apre con la Campania in avanti, ma il tiro di Barra dai 16 metri, al 19', viene vanificato dall'uscita di Cantori. Al 33' le Marche passano di nuovo : azione elaborata sulla sinistra tra Vescovo e Porcu, palla a Mastrovincenzo che, dalla distanza, lascia partire un destro formidabile che si infila sotto l'incrocio dei pali. Per la Campania è il colpo del definitivo ko. L'opera viene completata nell'ultimo dei quattro minuti di recupero decretati: caparbia discesa di Svaldi sulla destra, servizio per la neo entrata Bianchi, che dall'interno dell'area di rigore, anche se da posizione defilata, riesce a battere Iannone per la terza volta.

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TRENTINO A.A. 1 PUGLIA 4

Trentino A.A.: Ratschiller 5.5, Decarli 5, Devilli 5.5, Ferrai 6 (dal 1' st Prosperi 5.5), Ferraris 6.5 (dal 40' st Tomasi S.V.), Ognibeni 6, Manica 6, Mittermair 5.5 (dal 1' st Frieri 6), Odorizzi 6, Warger 6, Tonelli 6. A disp.: Burli, Cipolletta, Deiana, Mosca, Leonardi. All.: Pattis.

Puglia: Lamparelli 6.5, La Vopa 6, Anaclerio 7, Trotta 6.5, Sanapo 6.5, Pugliese 7, Caramia 8, Lacalaprice 7 (dal 38' st D'Ippolito 6.5), Papapicco 6.5 (dal 28' st Volpicella 6), Stante 6.5, Ferrara 6 (dal 27' pt Carieri 6.5).
A disp.: De Blasio, Lafortezza, Zaccaria, Buonamico, Di Gioia, Del Picco. All.: Chimien

Arbitro: Calzolari di Forlì, voto 7.5.
Assistenti:
Alonzo e Gabriele di Bologna.
Marcatori: 3' pt, 11', 36' e 47' st Caramia, 36' Ferraris.
Note: Calci d'angolo: 3-8.
Recupero:
3' pt, 5' st.

Brilla un stella nel cielo coperto della Romagna. E' quella della promettente pugliese Caramia, autrice di una prestazione formidabile contro la rappresentativa del Trentino Alto Adige. Per le ragazze della Pattis l'esordio si presenta insidioso perché le pugliesi sono intenzionate a dimostrare tutto il loro valore dopo la gara sfortunata contro il Friuli. Per 30 minuti ci riescono e giocano anche molto bene al calcio, poi dilagano nella ripresa. Sugli scudi anche la Anaclerio e la Lacalaprice dai cui piedi prendono vita tutte le trame offensive dell'undici di Chimienti. Nemmeno il tempo di prendere posto in tribuna che la Pugliese, scattata in velocità, si vede respingere la sua conclusione dalla Ratschiller in uscita bassa. E' il preludio al gol della Puglia firmato da Caramia con un bel colpo di testa all'altezza dell'area piccola. Poco dopo è la Papapicco che fa partire la compagna di reparto, ma il suo tiro dal limite lambisce il palo. Al 10' è proprio il legno della porta trentina a ribattere la conclusione della Papapicco. La prima azione degna di nota del Trentino Alto Adige è opera del capitano Devilli, il cui tiro è bloccato in tuffo dall'attenta Lamparelli. Sempre l'estremo difensore della Pattis si esalta al 33' con un triplice intervento a neutralizzare altrettante conclusioni delle trentine. Il gol del pareggio arriva al 36' grazie alla Ferraris che calcia all'altezza del dischetto del rigore, raccogliendo un invito dalla destra della giovane Tonelli. Dopo l'intervallo, conquista la scena con merito l'ottima punta Caramia che alla fine metterà a segno uno splendido poker. All'11', punizione della Lacalaprice sulla quale svetta di testa la Papapicco che mette in difficoltà la Ratschiller trafitta sulla ribattuta dal numero nove pugliese. Al 36', ancora la Caramia, con un gesto tecnico pregevole, si passa la palla dal destro al sinistro e lascia partire una parabola imprendibile sotto l'incrocio. L'ultima segnatura è firmata ancora dalla bravissima Caramia che in pieno recupero spiazza l'estremo difensore trentino, finalizzando un'azione avvolgente della neoentrata D'Ippolito. Roberto Coramusi

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UMBRIA 0 SICILIA 0

Umbria:
Monsignori 6.5, Stefanini 6.5, Rosi 6.5, Radicchi 7, Montero 5.5 (dalpu 23'st Donati s.v.), Bendini 6.5, Chiodi 6.5 (dal 38'st Capitini s.v.), Boila 6 (dal 1'st Es Sallamy 6.5), Bianconi 6 (dal 22'st Liberati 5.5), Spapperi 6, Mostarda 5.5. A disp.: Ducoli, Benda, Rossi, Bartoli, Aouaj. All. Branda

Sicilia:
Salvo 7, Bertino 6.5, Carubia 7.5, Catalfamo 7.5, Ciaffaglione 6.5, Filingeri 6.5, Lombardo 6.5, Molinari 6.5 (dal 44'st Riggio s.v.), Musumeci 6.5 (dal 23'st Oliveri 6.5), Sgarlato 6.5 (dal 23'st Grosso 6), Tosto 6.5 (dal 32'st Passeggiata 6).
A disp.: Impoco, Venuti, Cerruto, Iuculano, Marino. All. Duscio

Arbitro: Ferri di Piacenza 6.5 Ass. Arbitro: Benetti di Parma e Omicioli di Pesaro
Note: calci d'angolo 2-6.
Minuti di recupero: 0' pt, 3'st

Pareggio di grande agonismo tra Umbria e Sicilia: le ragazze di Branda, alla prima gara ufficiale, conquistano un punto importantissimo ai fini della possibile qualificazione. Non è stato facile, le siciliane, ieri sconfitte per 5 a 0 dalla Lombardia, hanno dimostrato di essere tutt'altro che la squadra modesta sconfitta ieri nella prima giornata. Tra le siciliane buone le prestazioni di Catafalmo e di Carubia, due vere e continue spine nel fianco per la difesa umbra, tuttavia presieduta con abilità e capacità da Radicchi, una giocatrice veramente completa. L'Umbria gioca una grandissima quantità di palloni in mezzo al campo ma è la Sicilia ad essere pericolosa con azioni rapide e incisive: al 40' è Carubia ad essere pericolosa ma il suo tiro termina fuori. Nel secondo tempo la Sicilia si butta in attacco ma i pali salvano l'Umbria: al 3' traversa incredibile di Catalfamo con un tiro dalla distanza e al 15' su punizione del capitano Carubia, è ancora il legno a mantenere la parità. Le ragazze umbre decidono allora di sbloccarsi e cercano di più la profondità riuscendo a mettere in pericolo la difesa avversaria: al 16' tiro di Bianconi che esce di poco e al 27'punizione troppo imprecisa di Chiodi che termina fuori. Le ragazze di Branda, avendo acquisito coraggio nei propri mezzi, rischiano il tutto per tutto e al 42' sfiorano il vantaggio: Mostarda va via in contropiede fulminando la difesa avversaria, conclusione verso il palo ma balzo felino di Salvo che compie un vero miracolo. Pareggio a reti bianche ma pieno di emozioni fino agli ultimi minuti.

VENETO 6 MOLISE 0

Veneto:
Lazzaro L. sv (dal 1' st Saccozza 5.5), Antoniol 6, Bassa 6.5 (dal 1' st Cenedese 6.5), Cassani 6, D'Agostino 6, Dal Borgo 7 (dal 23' st Agostinetto), Dori 7 (dal 1' st Rossato), Lazzaro R. 8 (dal 1' st Rizzetto), Pillon 6, Polastri 6.5, Squizzato 6. A disp.: Capovilla, Guarrotto, Saccozza, Vettoretti, Zanella. All.: Bissacco.

Molise:
Canella 6, Foligno 6, Carpino 5 (dal 20' st Festa 6), Angelone 5.5, Bucci 5 (dal 41' st Lallitto sv), D'Ippolito 5.5, Marra 6, Merola 6.5 (dal 7' st Balbi 6), Biello 5, Porcelli 5, Verrecchia 5.5 (dal 29' st Meo). A disp.: Fierro, D'Angelo, Cicchetti, Bellano, Cerrone. All.: Antrone.

Arbitro: Pomentale di Bologna 7. Assistenti: Sassone di Bologna e Accorsi di Modena.
Marcatori: 13' pt Dal Borgo, 15' e 18 pt (su rig.) Lazzaro R., 40' pt aut. D'Ippolito, 1' st Polastri, 34' st Rizzetto.
Note: calci d'angolo 11-0.

Il Veneto si candida al ruolo di anti-Lombardia (Campione d'Italia in carica e sua rivale storica), la Lazzaro a riconfermarsi bomber di razza, il Molise saluta il Torneo delle Regioni. Questo il senso di una goleada senza appello, che ha visto restare addirittura inoperoso l'estremo difensore del Veneto. Un Veneto spumeggiante in attacco e solido in difesa. Che ha smaramaldeggiato in lungo e in largo, da destra a sinistra, dall'alto al basso. E viceversa. Al 13', è una prodezza balistica della Dal Borgo a sbloccare le marcature. Sarà poi il destro della Lazzaro a battere per la seconda volta in tre minuti l'incolpevole Canella. Al 18' la Dal Borgo si procura un calcio di rigore, che viene trasformato ancora dalla specialista Lazzaro. Al 25', Bassa ha tra i piedi il pallone del poker, ma spreca concludendo flebilmente tra le braccia della Canella. Il 4-0 è comunque nell'aria. Un profumo che sa di veleno letale per il Molise. Le giovanissime ragazze allenate da Antrone (due '89, una '88 e cinque '87 in rosa!) riescono allora ad imbastire la prima ed unica azione degna di nota della sua partita: la Merola strappa applausi con una precisa ed elegante combinazione con la Marra. La punta temporeggia troppo, regalando alla difesa veneta l'opportunità di mettersi in vetrina. Dopo un solo minuto dalla ripresa del secondo tempo, un rasoterra preciso della Polastri termina la sua corsa per la quinta volta alle spalle della Canella. La partita si trascina poi stancamente verso il triplice fischio finale. C'è però ancora il tempo per la Rizzetto di mettere la firma sul sesto gol, complice un'uscita sacrilega del portiere molisano. Il Veneto attende avversari alla sua portata. La Lombardia - e forse non solo lei - è avvisata… Daniele Galli

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Calcio Juniores

CALABRIA 1 PIEMONTE V. A. 2
 


Calabria:
Simari 6, Bernardi 6 (dal 27' st Zappalà sv), Caracciolo 6, Chiappetta 5.5 (dal 20' st Strangio sv), Cricelli 6, Ferrante 5.5 (dal 27' st La Rosa sv), Gagliostro 6.5, Giovinazzo 6.5 (dal 22' st Luongo sv), Pepe 5.5, Spoleti 6, Vatalaro 6. A disp.: Ferraro, Audino, Marino, Stelitano, Tirotta. All.: Mirarchi.

Piemonte Valle d'Aosta:
Panza 6, Ansermè 6 (dal 24' st Cherchi), Cambria 6 (dal 33' st Ciaburri sv), Destro 6, Gerini 7, Patrono 6, Perfumo F. 6, Prudente 7.5, Scanavino 6.5, Venini 6 (dal 30' pt Marmo 6), Zacchino 6.5 (dal 42' st Ruscitto sv). All.: Loparco.
Arbitro: Bartolini di Forlì. Assistenti: Foschi e Barravecchia di Forlì. Marcatori: 13' pt Prudente, 12' st Cambria, 50' st Gagliostro.
Ammoniti:
Ferrante, Gagliostro (Calabria), Prudente (Piemonte).
Calci d'angolo:
3-5. Rec.: 1° t. -, 2° t. 5'

Dopo la prova opaca della prima giornata, il Piemonte Valle d'Aosta si riscatta con una gara tutta cuore e orgoglio su un campo pesantissimo. La Calabria ha onorato l'impegno, facendo della forza fisica e della velocità di Giovinazzo, le sue armi migliori. La selezione di Loparco cambia modulo di gioco, presentando un 4-4-2 al posto del consueto 4-3-3 con Cambria e Zacchino in avanti. Il Piemonte Valle d'Aosta va subito in vantaggio al 13', con un mezza girata di Prudente, che corregge in rete una palla spiovente da calcio d'angolo. Al 18' risponde la Calabria, con un'incursione in area di rigore di Bernardi, ma il suo secco rasoterra è parato di piede da Panza. Nella ripresa Cambria si rende nuovamente pericoloso in una mischia in area ma non riesce a liberarsi e a tirare. Al 12' il velocissimo Zacchino con un tiro teso da destra impegna Simari che respinge, ma Prudente è prontissimo a servire Cambria solo in area che non può sbagliare il raddoppio. La Calabria si fa vedere solo al 24' con un'apertura di Giovinazzo per Bernardi che tira debolmente su Panza. Il Piemonte Valle d'Aosta controlla il risultato controllando le folate offensive di Vatalaro a sinistra e Luono a destra, mentre Scanavino è attentissimo ad ogni pallone anticipando costantemente le punte. La stanchezza si fa sentire e Loparco inserisce Cherchi, Cambria e Ruscitto, invitando a tenere palla. Con un ultimo disperato tentativo la Calabria conquista una punizione dal limite battuta da Luongo: Panza, invece di respingere con i pugni tenta una difficile presa. Il pallone gli sfugge dalle mani e Gagliostro è prontissimo a ribattere in rete. La qualificazione resta apertissima per tutte e tre le squadre.

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LAZIO 0 SARDEGNA 0

Lazio (4-4-2):
Fresa 6.5; Marinelli 6, Cantafio 6, De Meo 6, Ciolfi 6; Gallinari 6.5, Liberati 6 (dal 3' st Corona 6), Tomassi 6 (dal 23' st Rossi 6), Di Marco 6 (dal 29' st Di Croce 6); Zera 6.5 (dal 37' st Tamaro6.5), Libertino 6.5. A disp.: Scarsella, Sedona, Marcellitto, Tranchina, De Angelis. All.: Sergio Botti.

Sardegna (4-4-2):
Calvia 6.5; Pancotto 6, Ferrara 6, Nieddu 7, Mocci 6; Lilliu 7 (dal 35' Usai 6), Ginesu 6 (dal 35' st Ardu 6), Marci 6 (dal 18' st Chisu 6), Secci 6; Lepori 6 (dal 7' st Sanna 6.5), Cherchi 6. A disp.:Floris, Cacace, Denotti, Demontis, Boi. All.: Giorgio Asuni

Arbitro: Maiolani di Lugo, voto 6.5 Assistenti: Tricomi di Rimini e Bernardi di Imola.
Ammoniti: Pancotto, Marinelli; angoli 6-7.

SANT'ARCANGELO DI ROMAGNA - La gara stenta a prendere il volo, per via di due squadre disposte specularmente che s'affrontano senza forzare la mano. Entrambe le coppie di centrali di centrocampo non supportano l'azione offensiva con la dovuta continuità, col risultato d'abbassare il baricentro delle proprie compagini. Per quanto riguarda la selezione sarda è Lilliu a cercare di far da collante con gli attaccanti portandosi, dal fianco destro, ad una posizione più centrale. L'esterno destro sardo, infatti, s'è messo in mostra per la grande intelligenza tattica e lo spunto tecnico. Dalla parte laziale, Liberati e Tomassi non riescono a trovare la sufficiente velocità per rilanciare l'azione. Ad aprire le ostilità è un tiro di Lepori, al terzo del primo tempo, che si spegne a lato senza creare disturbi a Fresa. Il Lazio prova a mettere in campo qualche schema su calcio da fermo ma Cantafio non riesce a concludere positivamente nelle due occasioni capitategli. In entrambe le occasioni è Gallinari ad imbeccare il compagno mettendo in mostra ottime qualità balistiche. Dopo qualche scaramuccia, l'occasione più evidente è del Lazio. Libertino, fino a questo momento un po' in ombra, accende il suo talento e dopo un'efficace percussione centrale, prova il tiro che finisce di poco a lato. La Sardegna va vicina alla rete al trentaseiesimo; Mari s'incarica di battere un calcio di punizione, per fallo subito da Cherchi, e la palla è deviata, di un soffio, a lato. L'ultimo sussulto prima del fischio di fine primo tempo spetta al Lazio. Gallinari, dopo un batti e ribatti in area, calcia la palla che è alzata sopra la traversa. La seconda frazione riprende con uno spunto di Libertino che è fermato in angolo. La grand'occasione della selezione allenata da Botti arriva al tredicesimo; Corona serve in profondità Di Marco che pesca Libertino in area, che in girata coglie il palo. Le squadre s'allungano e le occasioni, ovviamente, aumentano. Zera, per il Lazio ci prova un paio di volte, ma la mira non è precisa. Al trentunesimo Sanna, per i sardi, si mette in mostra. L'attaccante riceve in area, si gira e conclude prontamente costringendo Fresa alla deviazione in angolo. Al trentottesimo il Lazio soffre per una grand'occasione di Cantafio; il centrale difensivo stacca imperiosamente ma la battuta muore di poco a lato. L'occasionissima per la Sardegna arriva al trentanovesimo. Usai, dopo essersi smarcato in area, si presenta da solo davanti al portiere avversario; il tiro è centrale e Fresa devia. Le squadre non hanno più la forza necessaria per farsi male sul serio e la gara termina con azioni piuttosto fumose.
Alessandro Tirocchi

MARCHE 2 ABRUZZO 4

Marche (4-4-2):
Baldassarri 5.5; Manca 6; Fiorami 5.5; Lisandrini 5 (dal 35' st Brardinoni sv); Monteneri 6; Meschini 5.5 (dal 2' st Cottini 6); Di Ruscio 6.5; Romagnoli 5 (dal 20' st Scarpeccio 6); Nardi 5.5 (dal 26' st Braccioni 6); Senesi 6.5; De Signoribus 6.5 (dal 12' st Paparini 5.5). All.: Marini.

Abruzzo (4-4-2):
Lippiello 6; Brecciarolla 6.5; Carosi 7; Colanero 6.5; Del Signore 6 (dal 29' st Berardinelli 6); Iannuccelli 6.5; Monaco 6.5 (dal 2' st Lapenna 6); Polidoro 7; Vitone 5.5 (dal 31 pt Rachini 6); Ruscitti 7.5; Inutile 6.5. All.: Rivo.

Arbitro: Chiocchi di Foligno, voto 5. Assistenti: Alberani di Ravenna e Matacotta di Foligno.
Marcatori:
8' pt Senesi; 17' pt De Signoribus; 19' pt Brecciarolla; 17' st Carosi; 20' st Polidoro; 39' st Inutile (Rig.).
Ammoniti: Carosi e Fiorami.
Espulsi: Lapenna 31' st e Scarpeccio 41' st, entrambi per proteste reiterate.
Calci d'angolo: 2-4.
Recupero: 0' pt, 3' st.

VILLAMARINA DI CESENATICO. Terreno di gioco bagnato da una forte pioggia che ha smesso di cadere proprio col fischio d'inizio del match. Le Marche partono forte sull'asse Di Ruscio-Senesi e sfondano ripetutamente sulla destra, trovando per due volte la via del gol nei primi 17 minuti di gioco. Proprio quando il destino dell'incontro sembrava segnato ecco il gol in acrobazia del difensore abruzzese Brecciarolla, che arriva due minuti dopo il raddoppio dei marchigiani e riaccende una partita che si avviava alla sicura vittoria dei ragazzi di Mr Marini. La voglia di completare la rimonta sposta il baricentro abruzzese molto in avanti, esponendo il fianco al contropiede del rapido Senesi: solo i meccanismi del fuorigioco abruzzese salvano Lippiello da ulteriori incontri ravvicinati con gli avanti marchigiani. Il secondo tempo è quasi a senso unico: grinta e lucidità tattica sono le qualità che schiacciano le Marche e fanno capitolare il fortino programmato da Mr Marini nell'intervallo. La pressione cresce fino al 17', quando Carosi riesce a tenere bassa una palla proveniente dall'ennesima ribattuta della difesa marchigiana ed infila il gol del pari. Molto simile la dinamica del 2-3, stavolta propiziata dalla botta di Polidoro da oltre 30 metri. Ormai la gara è nelle mani degli abruzzesi, che potrebbero dilagare, ma vengono fermati dalla girandola di sostituzioni e dal nervosismo crescente. Tuttavia il gol del doppio vantaggio arriva a pochi minuti dal termine su rigore, causato da un fallo alla disperata nei confronti dello scatenato Ruscitti, il migliore in campo. Per le speranze di qualificazione dell'Abruzzo si deve attendere il risultato della partita di domani tra Marche e Campania, gara nella quale i marchigiani dovranno essere capaci di giocare con intensità per 90 minuti, trovando altre soluzioni offensive da affiancare agli affondi del vivace Senesi per mettere in difficoltà una rappresentativa equilibrata e veloce come quella campana. Nel girone F della juniores i numeri parlano chiaro: basta un pareggio alla Campania per qualificarsi, ma una vittoria delle Marche rimanderebbe tutto al conteggio delle reti fatte e subite.

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UMBRIA 1 SICILIA 3

Umbria:
Faraon 7, Almeida 6, Brunetti 7(75' Ruggeri s.v.) , Cardinali 6 (63' Ercolanoni s.v.), Feliciani 6 (63' Babbuini 6), Fortunati 6, Marconi 6, Peluso 7, Santucci 6, Siena 6, Tinivelli 6 (82' De Gregorio s.v.) Allenatore Faraglia 6

Sicilia:
Tasinato 6, Augusta 6 (46' Ballotta 6), Buetto 6 ( 61 Cacciatori 7), Cortese 7, Costanzo 6, Garozzo 6 (38' Calafiore s.v.), Guerrieri 6 ( 69' Mondello 6), Lombardo 6 ( 75 ' Argento 6), Milazzo 6, Montalto,6, Onofaro 6. Allenatore Breve 7.

Arbitro: Cantelli di Finale Emilia 8.
Marcatori: 30' p.t. Peluso ® - 28' s.t. Cacciatore, 36' s.t. Onofaro, 46' s.t.Ballotta.

Nel calcio vince chi segna, è una "regola" dalla quale non si può prescindere. L'Umbria ha sbagliato gol facilissimi quando la Sicilia era in evidente difficoltà, poi i ragazzi di Breve, dopo le urla del loro allenatore durante la pausa, sono ritornati in campo completamente trasformati. La Cronaca: L'Umbria è partita molto bene con un Peluso che ha tenuto costantemente sotto pressione la difesa siciliana e dopo essere andato vicino alla marcatura (5' e 13') ha trovato un ineccepibile rigore che egli stesso ha poi trasformato (30'). La Sicilia ha accusato il colpo e nella prima frazione di gioco l'Umbria ha avuto altre occasionissime. Peluso si è mangiato un gol fatto al 33' poi nel finale di tempo è stato uno straordinario Faraon ad opporsi ad un tiro ravvicinato e forte. Il secondo tempo è iniziato ancora sotto i colori umbri con Brunetti che ha sbagliato incredibilmente a tu per tu con Tasinato. A questo punto è entrata in campo la dura legge del calcio: "gol sbagliati, gol subiti". La Sicilia cresce vistosamente, l'Umbria cade in uno stato confusionale quasi irreale. Gli isolani pareggiano il conto al 28' con Cacciatore, raddoppiano otto minuti dopo con Onofaro chiudendo i conti, per il difinitivo 3-1 con l'ottimo Ballotta. E' stato un capolavoro tattico quello disegnato dall'allenatore siciliano Breve ed alla fine la vittoria degli isolani , nonostante le occasioni mancate dagli umbri, è stata estremamente meritata. Nota estremamente stonata in un'organizzazione molto funzionale: il campo di gioco e l'impianto sportivo in generale di Castiglione dove le ridotte dimensioni del terreno di gioco e la sua discutibile praticabilità hanno condizionato la manovra tattica di entrambe le squadre.

 

VENETO 2 MOLISE 1

Veneto (4-4-2):
Boin 6.5; Fakes 6, Savio 6.5, Zoggia 6.5, Cottini 6; Barbiero 6 (dal 24' st De Rossi 6), Scattolini 6.5 (dal 20' st Fuser 6), Gemini 7 (dal 29' st Socciarelli S.V.), Dal Corso 6.5; Molon 6, Cortese 6.5. A disp.: Benetti, Gramigna, Broglio, Cavallin, Lastella, Stradiotto. All.: Minozzi.

Molise (4-4-2):
Di Menna 6; Buonsenso 5.5, Laudano 6.5, Pasquale 6, Gullo 6 (dall'11' st Galante 6); Fagnano 6 (dal 1' st Rampone 7), Russo 6.5, Piccolo 6 (dal 31' st Di Campli S.V.), Gianneo 6 (dal 40' st Mariani S.V.); Di Blasio 6, Pinca 5 (dal 1' st Ciccarelli 6). A disp.: Fratangelo, De Luca, Masciotta, Pacifico. All.: Oriente.

Arbitro: Piccoli di Cesena. Assistenti: Tordi e Zanelli di Cesena.
Marcatori: 20' pt Dal Corso, 25' pt Gemini, 33' st Rampone.
Ammoniti: Barbiero, Zoggia, Gianneo, Ciccarelli e Piccolo.
Calci d'angolo: 4-1. Recupero: 1' pt, 4' st.

Il Veneto lotta, soffre e alla fine incamera un successo fondamentale per il proseguo del Torneo delle Regioni. Di contro il Molise abbandona la manifestazione a testa alta perché non ha demeritato né con la Basilicata né contro una delle squadre favorite per la vittoria finale. Il primo tempo dei ragazzi di Minozzi è sicuramente di livello superiore grazie ad un'insistita ricerca della profondità sulle fasce. Il primo a pungere è Barbiero che di testa manda a lato sugli sviluppi di una punizione battuta da Gemini. Al 20' vanno in rete proprio i ragazzi di Minozzi grazie ad una triangolazione sull'asse Dal Corso-Cortese, con quest'ultimo che trafigge la porta molisana con un diagonale preciso dalla sinistra. La risposta dell'undici di Oriente è tutta in un calcio da fermo di Pinca senza troppe pretese parato da Boin. Al 25' passa ancora il Veneto con il migliore dei suoi: Gemini fa tutto da solo, avanza indisturbato sulla destra, si libera con una finta a rientrare e calcia a rete ma sulla traiettoria trova una selva di gambe avversarie; dal corner susseguente stavolta tira di potenza e sigla il raddoppio per la sua squadra. Prima dell'intervallo si rendono pericolosi i molisani con una girata di Fagnano bloccata dall'attento Boin. Nel secondo tempo il Molise cambia decisamente passo ed alza il baricentro della sua manovra. Il Veneto sembra invece accontentarsi e concede metri di campo agli avversari, colpendo solo in contropiede. Al 19' Di Blasio e Ciccarelli non riescono ad accorciare le distanze: il primo colpisce in pieno la traversa su incornata di testa, il secondo calcia fuori da ottima posizione. Il gol dei molisani però è nell'aria e porta la firma del bravo Rampone grazie ad un micidiale rasoterra su punizione. Nel forcing finale Boin è autore di una parata coraggiosa sulla scivolata insidiosa di Ciccarelli che salva la sua formazione da uno sciagurato pareggio.
Roberto Coramusi

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TRENTINO ALTO ADIGE 3 FRIULI VENEZIA GIULIA 0

Trentino:
Tarantino 6.5, Cristellotti 6.5, Harrasser 7 (dal 1' st Ritsh 6.5), Longo 6.5, Ponticelli 6, Primerano 7, Rigotti 6.5 (dal 4' st Salcher 6), Scavone 7 (dal 22' st Dacroce sv), Siller 6, Tedoldi 6 (dal 6' st Bisoffi 6), Volani 6.5 (dal 31' st Pamer 7). A disp. : Eder, Bortolameotti, Fabi. All. Sig. : Marani 7

Friuli VG
Tion 5, Beltramini 6.5, Danelli 5.5 (dal 1' st Croatto 5), Donda 5.5 (dal 4' st Siricu 6), Fullin 5.5, Govetto 5.5 (dal 12' st Conte 5), Rampino 5.5 (dal 19' st Calarco 5), Ravalicco 6.5, Rumignani 5.5, Ursella 6 (dal 29' st Di Lena), Ventrice 5.5. A disp. : Mascarin, Di Sopra, Pantuso, Pascolo. All.: Donda.

Arbitro: Ugolini (Ancona) Assistenti: Ridolfi e Manfredi (Ancona)
Marcatori: 12' pt Harrasser (T), 25' pt Primerano, 36' st Pamer (T)
Ammoniti: Tedoldi (T).
Calci d'angolo: 8-2 per il Trentino
Recupero: 2' (pt) ; 4' (st)

Gara emozionante al "Casadei" di San Martino in strada, che ha visto giustamente trionfare un tonico e ordinato Trentino. La selezione di Marani, tatticamente perfetta e dotata anche di individualità notevoli, ha individuato la chiave di volta dell'incontro nel modulo tattico: il 4-3-2-1, infatti, ha permesso ai bianconeri di contare su una superiorità numerica costante, sia in mezzo al campo che in avanti. La dimostrazione arriva al 12', quando un rimpallo al limite dell'area del Friuli favorisce Scavone: il n°9 vede l'inserimento di Harraser in mezzo all'area, lo serve e il tornante è abile ad infilare in rete. La formazione azzurra accusa il colpo, tant'è che le sue sortite offensive risultano sempre più innocue e velleitarie: poche idee e manovra disordinata. C'è scarsa lucidità tra i ragazzi du Donda e al 25' il portiere Tion compie il suicidio : Primerano lascia partire un cross, apparentemente innocuo, dalla sinistra; l'estremo difensore si lascia sfuggire la sfera dopo la facile presa e il pallone carambola in fondo al sacco. Il raddoppio paradossalmente scuote il Friuli che al 41' sfiora il gol: caparbia discesa di Beltramini sulla destra, cross dal fondo e conclusione volante di Rovalicco con palla di poco alta sopra l'incrocio. 2' dopo ancora il terzino impegna Tarantino con una violenta conclusione dall'interno dell'area, sventata in angolo. Allo scadere della prima frazione, Tion replica al collega e si riscatta: punizione di Longo dalla trequarti, Scavone svetta di testa dal limite dei 16 metri, e il portiere friulano, con uno scatto di reni, devia in corner. La ripresa si apre con un Friuli molto motivato per cercare di ribaltare la situazione. Al 17', Ravalicchio, il migliore dei suoi, impegna Tarantino con un sinistro da distanza ravvicinata. Al 29' Sirigu, entrato da poco, scalda ancora una volta i guanti a Tarantino che respinge con l'aiuto della difesa. Proprio nel momento migliore del Friuli, arriva la stoccata decisiva che fissa il risultato sul 3-0 finale. Al 36', sugli sviluppi di un corner battuto dalla destra, il pallone carambola sui piedi di Pamer che, dal limite dell'area piccola, è lesto ad infilare in rete.
Emiliano Magistri

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