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Calcio a 5 ABRUZZO 3 MARCHE 4 Abruzzo: Marche: Marcatori: Al Polisportivo "Nevio Treossi", la partita fra Marche e Abruzzo non
ha certo fatto mancare emozioni al pubblico presente. Gli abruzzesi
padroni nel primo tempo, che chiudono in vantaggio di due reti (3-1),
sembrava potessero far propria la partita con facilità: le Marche pur
costruendo numerose azioni in velocità, davanti alla porta difesa da
Gatta non riuscivano a capitalizzare. Dal canto loro, gli atleti
neroverdi, sornioni, preferivano aspettare per poi ripartire e colpire,
così come è avvenuto nelle occasioni dei 3 goal siglati da Novelli e
D'Amelio. I marchigiani segnano un solo goal, lasciando comunque aperta
la partita. Il secondo tempo si è prospettato avvincente e non ha certo
infranto le aspettative: la rappresentativa delle Marche tornava in
campo molto più carica di quella dell'Abruzzo, che ha pagato non solo la
stanchezza fisica dei suoi atleti dovuta alla partita di ieri contro la
Campania, pareggiata col punteggio di 10-10, ma forse anche la
convinzione di aver già vinto. Dopo il primo quarto d'ora, in cui
avevano creato diverse occasioni da goal, i marchigiani segnano tre goal
in rapida sequenza, nati da un rovesciamento di fronte su delle
occasioni degli abruzzesi: il 3-2 viene dopo una punizione dal limite di
D'Amelio respinta dalla barriera, la palla scavalca gli atleti abruzzesi
e Piersimoni riesce a capitalizzare il contropiede. Stessa dinamica per
il goal del vantaggio marchigiano siglato dallo stesso Piersimoni, che
sfruttava una respinta del portiere Di Genova su tiro di Novelli. La
Rappresentativa Abruzzo, dopo un primo momento di sbandamento, provavano
a raddrizzare il risultato: Mr. Agostinone, a 7 minuti dal termine,
decideva di giocare il tutto per tutto schierando un uomo in più e
chiamando in panchina il portiere Gatta. Questa mossa costringeva le
Marche a rimanere asserragliate nella propria area ma i ragazzi di Mr.
Battistini riuscivano a difendere il risultato, condannando gli
abruzzesi all'eliminazione. CALABRIA 5 LIGURIA 4
Liguria: Arbitri: Di Cuja e Omenetti di Ancona La Calabria ottiene una vittoria importante contro la Liguria, sconfitta nettamente ieri dal Piemonte. La squadra calabrese s'impone con un 5-4, dimostrazione di una partita tirata fino al termine e dccisa da un colpo di genio di Carnuccio. La corazzata del tecnico Tulino, che ha potuto contare su un ispiratissimo Ferraro, ha prodotto delle ottime occasioni da rete spesso non realizzate per piccole imprecisioni. La vittoria è ancora più importante perché ottenuta con una Liguria molto combattiva: la squadra di Robello, parente lontanissima della frastornata squadra di ieri, ha tenuto bene il campo per parte della gara ed ha spesso approfittato degli errori difensivi su calcio piazzato della Calabria. Parte forte la selezione del sud. Al quarto, vantaggio siglato da Ferraro con un perfetto diagonale. Il quintetto di Tulino si rilassa e la Liguria, in cinque minuti, ribalta il risultato con le marcature di Pigliacelli e Pantuosco. Nella ripresa, la Calabria raggiunge il pareggio al terzo minuto ad opera di Pastori, imbeccato da Ferraro. E' sempre l'attaccante calabrese che al quinto sigla il 3-2. Caliò sigla la rete del 4-2 al ventesimo. La Liguria reagisce ed in pochi minuti trova il pareggio. Prima con Stornello che sugli sviluppi di un calcio d'angolo batte Fasanella; poi è Lomuoio ad illudere il quintetto di mister Robello. A spezzare i sogni liguri ci pensa Carluccio. Il laterale calabrese, su uno scarico in diagonale, realizza il gol della vittoria con un delizioso colpo d'esterno. LAZIO 2 SARDEGNA 2 Lazio: Sardegna: Arbitri: Carpani e Silvestri di Ascoli Quando crederci vuol dire tanto. Quando crederci fa la differenza.
Ecco come la Sardegna nonostante l'inferiorità numerica riesce ad
agguantare un pareggio in extremis. È Stata una bella partita lottata
fino all'ultimo da entrambe le parti, un incontro alla pari che trova
nel pareggio il giusto risultato. La formazione di Zaccardi provfa ad
imporsi fin da subito ma i ragazzi di Barbieri non subiscono affatto
l'iniziativa avversaria. Un veloce botta e risposta ha animato la
partita. Alle pericolose discese di De Rossi e Santonico rispondevano
Perdighe e Pittalis con le loro iniziative. Da sottolinerare la
prestazione dei due portieri: decisivi, puntuali e attenti. Se non fosse
stato per i loro numerosi interventi probabilmente il risultato sarebbe
stato più largo. Parte subito il Lazio: Gaffi mette in gioco per De
Rossi, ma incrocia Zucca sulla traiettoria che devia. Immediata la
partenza della Sardegna che si fa più pericolosa: al 7' il calcio
piazzato di Zucca si scaglia contro la traversa. Non si scoprono le due
squadre: difese praticamente blindate, si crea in attacco, ma non
nessuno permette all'avversaria di finalizzare per poter cambiare il
risultato. Al 15' la coppia del Lazio De Rossi e Santonico riparte, ma
l'intervento di Perdighe in scivolata non permette l'accesso a
quest'ultimo. Al 19' la Sardegna si presenta dalle parti di Rossi con
Pittalis che scende sulla destra, verticalizza per Zucca, ma Santonico
chiude in rimessa laterale. Passano inesorabili i minuti, ma il
risultato non si sblocca. Minuti di recupero, un'occasione da sfruttare
a testa. Al 31' Montagnolo chiama in causa Gaffi posizionato sulla
fascia sinistra che qa sua volta, scorge Santonico soto la porta.
Inevitabile il cross, ma Fadda si oppone al meglio e devia. Al 32' la
Sardegna scende con Frongia che da posizione centrale prova a
sorprendere Rossi, ma incrocia sulla raiettroia del tiro tanto il
portiere che Spaccialbelli. Nella ripresa le due squadre si presentano
ancora più decise a cambiare il risultato. Ad aprire le ostilità ci
pensa il Lazio: al 3'Santonico dalla sinistra non perdona e insacca la
palla alle spalle di Fadda, proprio nell'angolo destro, dove l'estremo
difensore non può arrivare. Ma la Sardegna è pronta a recuperare: al 13'
riporta il risultato sul pareggio con Perdighe lanciato al centro dal
cross di Meloni. Rossi intuisce la traiettoria, ma non ci arriva.
Immediata la reazione dei ragazzi di Zaccardi che si portano nuovamente
in vantaggio con Santonico. Sale il nervosismo, la Sardegna ne paga le
conseguenze perdendo per doppia ammonizione Pittalis, ma nonostante
l'inferiorità numerica, è riuscita a trovare il pareggio. Nell'ultimo
minuto di recupero Vacca riesce a battere Rossi, all'insegna di un
pareggio cercato, voluto ed ottenuto. Oltretutto giusto. Il Lazio poteva
far tesoro della superiorità numerica ma non ci è riuscito. Tutto questo
per un pareggio che ha perfettamente rispecchiato quanto si è visto in
campo. TRENTINO ALTOADIGE 4 FRIULIVENEZIA GIULIA 5 Trentino Alto Adige: Friuli Venezia Giulia: Garofalo, Collauto, Francolini, Guaran, Civello, Tirelli, Gallo, Montuosi, Del Bono, Buonocore, Devenuto, Tonizzo. All: Doriano Arbitri: Meles di Ancona e Troiano di Pesaro In un incontro dalle mille emozioni, il Friuli riscatta la sconfitta
nella partita inaugurale con la Puglia e piega negli ultimi sgoccioli di
gioco un Trentino mai domo e porbabilmente punito troppo severamente
dalla sconfitta finale. I friulani però ci hanno creduto fino in fondo,
approfittando di un calo nel finale degli avversari che avevano profuso
moltissime energie per rimontare lo svantaggio dall'1 a 4. Il Friuli,
passato in vantaggio in apertura di gara grazie a Collauto, ha mancato
inizialmente anche un'ottima occasione da gol con Tirelli. Dopodiché, il
Trentino ha iniziato a prendere le misure all'avversario, nonostante
l'espulsione di Malandrino, che scontratosi con Del bono viene
allontanato per un fallo di reazione ravvisato dall'arbitro. Il pareggio
arriva grazie a Fiorani, che è lesto a tramutare in gol un assist di Di
Muccio. Quindi, prima della chiusura del primo tempo è il Friuli a
vivere il suo momento migliore della partita, andando a segno per tre
volte prima con una potente conclusione di De Venuto che si insacca
sotto la traversa, poi con Tirelli che dopo aver colpito la traversa
viene immediatamente messo di nuovo in condizione di concludere da
Gallo, e stavolta senza sbagliare, e infine ancora con De Venuto che
servito da Del Bono, autore di una grande azione personale, non sbaglia.
I friulani sembrano quindi dilagare, ma il Trentino non si arrende e
anzi accorcia subito le distanze con Zendri. Nella ripresa il
capocannoniere della C trentina Sommacampagna lancia la rimonta degli
uomini di Caracristi, che si compie grazie ad un micidiale diagonale di
Di Muccio. Con due grandi parate il portiere del Trentino Zendrin sembra
in grado di preservare il pareggio per i suoi, ma a una manciata di
secondi dal termine Tirelli con una bomba sotto l'incrocio dei pali
riporta avanti i tenaci friulani, che esternano tutta la loro gioia,
anche dalla panchina, per il sofferto e per questo ancora più gustoso
successo. UMBRIA 3 LOMBARDIA 5 Umbria: Lombardia: Picconese, Busatto, Carminati, Casiraghi, Mezzani,
Buzzi, Monti, Dolciotti, Invernizzi, Boni, Manciavillano, Discepoli.
All. La Lombardia si riscatta della sconfitta subita all'esordio, battendo
l'Umbria di mister Veneri apparsa combattiva ma non abbastanza incisiva.
La partita non ha regalato molte emozioni, e specialmente è stata a
tratti rovinata da decisioni arbitrali errate. L'unica colpa che si
potrebbe fare all'Umbria, se di colpa si tratta, è stata la mancanza di
continuità: i ragazzi in campo erano ben messi, le iniziative di certo
non sono mancate, ma il tutto procedeva per fasi alterne. Ottima la
prestazione dei due fratelli Ait M' Barek: Rachid in fase difensiva si
coordinava al meglio con Said pronto ad infastidire Piconese, custode
della porta lombarda. Non a caso due dei tre gol messi a segno dagli
umbri sono stati firmati da Said. La Lombardia dal canto suo è stata più
decisa e cinica al momento giusto, tanto che non perde tempo per
studiare l'avversario. Al 6' Monti porta la sua squadra in vantaggio con
un pallonetto che va a scavalcare Merluzzo. L'Umbria risponde al 13' con
Becchetti che dalla destra scarica, ma non riesce a mettere in
difficoltà Piconese che devia con i piedi. Passano solo due minuti a la
Lombardia raddoppia: al 15' Busato dalla fascia sinistra fa partite un
tiro preciso che buca la rete. Non resta a guardare l'Umbria: al 16'
Della Torre mette in gioco al centro Rachid che scarica sopra la
traversa. Un minuto dopo Becchetti sempre da posizione centrale impegna
Piconese con una deviazione. Ma l'insistenza paga i ragazzi di Veneri
che al 20' proprio con Becchetti trovano la via del gol: punizione che
filtra tutti e palla che si chiude in rete. Accorcia le distanze
l'Umbria, ma al tempo stesso paga caro un erroe difensivo, quando al 28'
per fermare la discesa di Monti, Chiocchini in scivolata insacca
involontariamente la palla in rete. Nonostante tutto l'Umbria trova il
modo per accorciare nuovamente le distanze. In pieno recupero Said segna
un gol da cineteca: rovesciata spettacolare sulla sinistra, Piconese non
può far niente per fermare la genialità del ragazzo umbro. La ripresa si
riapre con il gol della Lombardia: al 5' al tentativo mancato di
Invernizzi segue la realizzazione di Manciavillano che dalla sinistra
insacca nell'angolo destro. Decisivo ancora Said per l'Umbria quando al
13' chiude alle spalle di Piconese. Ma i ragazzi di Veneri non riescono
a recuperare quel gol di scarto lasciando invece alla Lombardia la
possibilità di allungare le distanze al 28' con Mezzani che da posizione
centrale chiude in rete nell'angolo destro. A questo punto è mancata la
giusta dose di incisività, quella che ha fatto la differenza per la
Lombardia. |
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Calcio femminile
PIEMONTE 7 CALABRIA 0 Piemonte (3-4-3): Calabria (4-3-3): Arbitro: Schiavo di Modena, voto 7.
Assistenti: Panciroli di Parma e Iori di Reggio Emilia. MIRAMARE (RN) - Il risultato finale è lo specchio di una gara senza storia che, se le ragazze allenate da Padovan avessero avuto maggiore cattiveria agonistica, avrebbe potuto terminare con uno score più alto. La selezione calabrese ha fatto quello che poteva, mettendo in mostra margini di miglioramento e materiale sul quale lavorare ma, attualmente, il divario col team piemontese è troppo alto. Dopo appena tre minuti di gioco, le ragazze capitanate dalla Comino vanno in vantaggio. La Calà s'invola sulla fascia destra e, dopo essere entrata in area ed aver evitato un intervento avversario, centra un pallone che la Mendolia insacca di testa. La gara prosegue col Piemonte a creare gioco e la Calabria a tentare d'arginarlo con l'organizzazione del capitano Aloe. La capitolazione è nell'aria e le occasioni sprecate dalle piemontesi sono molte. Il doppio vantaggio arriva al ventisettesimo. La Mendolia imbuca la palla per la Calà, che s'inserisce in verticale, e l'attaccante batte all'angolo basso alla destra della Baldino che non riesce ad intervenire. Due minuti dopo le reti diventano tre. Su calcio d'angolo l'inserimento della Ferri, sul secondo palo, è perfetto ed il folletto di fascia batte l'estremo difensore di testa. Al trentaquattresimo la Mendolia realizza la sua doppietta; l'attaccante anticipa, a metà campo l'Aloe, e va in percussione centrale battendo il portiere con un tocco d'esterno sulla sua uscita. Prima del riposo arriva il 5-0, sempre per merito della Mendolia. Stavolta è la Villarboito a far tutto: inserimento in area e tiro, sulla cui ribattuta si getta la compagna per la tripletta personale. Nella ripresa la storia non cambia, ed è sempre il Piemonte e far gioco. Dopo otto minuti il risultato arriva sul 7-0. Prima con la realizzazione della quarta rete per la Mendolia, che segna dopo l'ennesimo inserimento in verticale. Poi è la Villarboito a regalarsi la soddisfazione della rete: l'esterno anticipa, sulla trequarti un'avversaria, entra in area e batte il portiere con un tiro angolato. La Calabria non è riuscita a portare nessun pericolo degno di nota dalle parti della Masera, sebbene il Piemonte dopo la settima rete abbia abbassato molto il ritmo.
Lazio: Sardegna: Arbitro: Benelli (Rimini) 6.5 Ass. Arb. :
Guiducci (Rimini), Arcangeli (Rimini). Finisce l'avventura della Sardegna al Torneo delle
Regioni con una sconfitta e un pareggio, le regazze del Lazio invece
partono col freno a mano tirato e dovranno ora battere la Toscana
per andare avanti. Nel primo tempo le squadre in campo si
equivalgono, senza però che nessuno riesca a trovare il guizzo
decisivo per portare a casa la vittoria. Bisogna aspettare il 16'
per registrare la prima azione degna di nota : una punizione battuta
dalla Gervasi finisce infatti per sorvolare di poco la traversa
difesa dalla Pittiglio. Due minuti dopo scatta la controffensiva del
Lazio, con la mobilissima Cioffi che tenta da fuori senza fortuna.
Al 24' la Strabioli è molto brava a colpire al volo su cross
proveniente da calcio d'angolo, ma è altrettanto abile la Calvisi
nel distendersi in tuffo e respingere. Sempre la Calvisi al 36' deve
impegnarsi per bloccare una punizione della Cioffi molto precisa
anche se non straordinariamente potente. Nient'altro accade nel
finale nel primo tempo, mentre nella ripresa il Lazio prova ad
accelerare per sferrare il colpo decisivo, trovando però una
resistenza da parte delle sarde difficile da superare. Al 14' con un
bell'inserimento in area la Mostarda sfiora il gol con un colpo di
testa ravvicinato, quindi la Calvisi è brava a non farsi sorprendere
da una conclusione a girare della Strabioli. Al 27' su colpo di
testa della Rizzato la Canu salva sulla linea, quindi a un quarto
d'ora dal termine ancora la Rizzato con una bella iniziativa elude
con una finta il controllo di due avversari, ma il suo tiro si
spegne a lato. Nel finale l'incontro, complice la stanchezza delle
giocatrici, non regala ulteriori emozioni terminando così a reti
bianche.
MARCHE 3 CAMPANIA 1 Marche: Campania: Arbitro: Vegro (Rovigo) Ass. Arb. : Oliboni
(Verona) e Eminente (Legnano) Marcatori: 22' pt Porcu (M),
37' pt Pastorini (C), 33' st Mastrovincenzo (M), 49' st Bianchi (M)
Note : Calci d'angolo : 4-3 per le Marche. Vittoria meritata, quanto sofferta, delle ragazze
delle Marche su una Campania poco abile ad approfittare delle
disattenzioni della retroguardia avversaria. Partono subito forte le
azzure, che già al 5' si affacciano in avanti con un tiro di
Mainardi dal limite dell'area di poco alto sopra la traversa. Al 7'
ancora le Marche insidiose: discesa di Porcu sulla sinistra,
servizio sulla linea dei 16 metri per Zambonelli che si libera di
un'avversaria e conclude con Iannone che blocca a terra. E' sempre
la formazione di Tozzi ad avere in mano il pallino del gioco e al
16' l'urlo dei propri tifosi si strozza in gola. Sugli sviluppi di
un corner, la palla carambola sui piedi di Locci che dal limite
dell'area piccola e con il portiere campano praticamente battuto,
spedisce clamorosamente a lato. La mole di gioco creata produce
frutti al 22' : lancio di Anselmi dalla metà campo per Porcu che
scatta sul filo del fuorigioco e dal limite supera Iannone in uscita
con una precisa conclusione sotto la traversa. La Campania non ci
sta e, sospinta anche dall'affettuoso incitamento dei propri
sostenitori al 26' si affaccia per la prima volta in avanti: il
pregevole sinistro a girare di Pastorini, però, accarezza soltanto
l'incrocio dei pali alla destra di Cantori. Al 37' le rossoblu
pareggiano i conti: il portiere biancazzurro non controlla un
pallone innocuo nella propria area di rigore, si avventa come un
falco la solita Pastorini e infila a porta sguarnita. La ripresa si
apre con la Campania in avanti, ma il tiro di Barra dai 16 metri, al
19', viene vanificato dall'uscita di Cantori. Al 33' le Marche
passano di nuovo : azione elaborata sulla sinistra tra Vescovo e
Porcu, palla a Mastrovincenzo che, dalla distanza, lascia partire un
destro formidabile che si infila sotto l'incrocio dei pali. Per la
Campania è il colpo del definitivo ko. L'opera viene completata
nell'ultimo dei quattro minuti di recupero decretati: caparbia
discesa di Svaldi sulla destra, servizio per la neo entrata Bianchi,
che dall'interno dell'area di rigore, anche se da posizione
defilata, riesce a battere Iannone per la terza volta. TRENTINO A.A. 1 PUGLIA 4 Trentino A.A.: Ratschiller 5.5, Decarli 5, Devilli 5.5, Ferrai 6 (dal 1' st Prosperi 5.5), Ferraris 6.5 (dal 40' st Tomasi S.V.), Ognibeni 6, Manica 6, Mittermair 5.5 (dal 1' st Frieri 6), Odorizzi 6, Warger 6, Tonelli 6. A disp.: Burli, Cipolletta, Deiana, Mosca, Leonardi. All.: Pattis. Puglia: Lamparelli 6.5, La Vopa 6, Anaclerio
7, Trotta 6.5, Sanapo 6.5, Pugliese 7, Caramia 8, Lacalaprice 7 (dal
38' st D'Ippolito 6.5), Papapicco 6.5 (dal 28' st Volpicella 6),
Stante 6.5, Ferrara 6 (dal 27' pt Carieri 6.5). Arbitro: Calzolari di Forlì, voto 7.5.
Brilla un stella nel cielo coperto della Romagna. E'
quella della promettente pugliese Caramia, autrice di una
prestazione formidabile contro la rappresentativa del Trentino Alto
Adige. Per le ragazze della Pattis l'esordio si presenta insidioso
perché le pugliesi sono intenzionate a dimostrare tutto il loro
valore dopo la gara sfortunata contro il Friuli. Per 30 minuti ci
riescono e giocano anche molto bene al calcio, poi dilagano nella
ripresa. Sugli scudi anche la Anaclerio e la Lacalaprice dai cui
piedi prendono vita tutte le trame offensive dell'undici di
Chimienti. Nemmeno il tempo di prendere posto in tribuna che la
Pugliese, scattata in velocità, si vede respingere la sua
conclusione dalla Ratschiller in uscita bassa. E' il preludio al gol
della Puglia firmato da Caramia con un bel colpo di testa
all'altezza dell'area piccola. Poco dopo è la Papapicco che fa
partire la compagna di reparto, ma il suo tiro dal limite lambisce
il palo. Al 10' è proprio il legno della porta trentina a ribattere
la conclusione della Papapicco. La prima azione degna di nota del
Trentino Alto Adige è opera del capitano Devilli, il cui tiro è
bloccato in tuffo dall'attenta Lamparelli. Sempre l'estremo
difensore della Pattis si esalta al 33' con un triplice intervento a
neutralizzare altrettante conclusioni delle trentine. Il gol del
pareggio arriva al 36' grazie alla Ferraris che calcia all'altezza
del dischetto del rigore, raccogliendo un invito dalla destra della
giovane Tonelli. Dopo l'intervallo, conquista la scena con merito
l'ottima punta Caramia che alla fine metterà a segno uno splendido
poker. All'11', punizione della Lacalaprice sulla quale svetta di
testa la Papapicco che mette in difficoltà la Ratschiller trafitta
sulla ribattuta dal numero nove pugliese. Al 36', ancora la Caramia,
con un gesto tecnico pregevole, si passa la palla dal destro al
sinistro e lascia partire una parabola imprendibile sotto
l'incrocio. L'ultima segnatura è firmata ancora dalla bravissima
Caramia che in pieno recupero spiazza l'estremo difensore trentino,
finalizzando un'azione avvolgente della neoentrata D'Ippolito.
Roberto Coramusi UMBRIA 0 SICILIA 0 Umbria: Sicilia: Arbitro: Ferri di Piacenza 6.5 Ass. Arbitro:
Benetti di Parma e Omicioli di Pesaro Pareggio di grande agonismo tra Umbria e Sicilia: le ragazze di Branda, alla prima gara ufficiale, conquistano un punto importantissimo ai fini della possibile qualificazione. Non è stato facile, le siciliane, ieri sconfitte per 5 a 0 dalla Lombardia, hanno dimostrato di essere tutt'altro che la squadra modesta sconfitta ieri nella prima giornata. Tra le siciliane buone le prestazioni di Catafalmo e di Carubia, due vere e continue spine nel fianco per la difesa umbra, tuttavia presieduta con abilità e capacità da Radicchi, una giocatrice veramente completa. L'Umbria gioca una grandissima quantità di palloni in mezzo al campo ma è la Sicilia ad essere pericolosa con azioni rapide e incisive: al 40' è Carubia ad essere pericolosa ma il suo tiro termina fuori. Nel secondo tempo la Sicilia si butta in attacco ma i pali salvano l'Umbria: al 3' traversa incredibile di Catalfamo con un tiro dalla distanza e al 15' su punizione del capitano Carubia, è ancora il legno a mantenere la parità. Le ragazze umbre decidono allora di sbloccarsi e cercano di più la profondità riuscendo a mettere in pericolo la difesa avversaria: al 16' tiro di Bianconi che esce di poco e al 27'punizione troppo imprecisa di Chiodi che termina fuori. Le ragazze di Branda, avendo acquisito coraggio nei propri mezzi, rischiano il tutto per tutto e al 42' sfiorano il vantaggio: Mostarda va via in contropiede fulminando la difesa avversaria, conclusione verso il palo ma balzo felino di Salvo che compie un vero miracolo. Pareggio a reti bianche ma pieno di emozioni fino agli ultimi minuti. VENETO 6 MOLISE 0 Veneto: Molise: Arbitro: Pomentale di Bologna 7. Assistenti:
Sassone di Bologna e Accorsi di Modena. Il Veneto si candida al ruolo di anti-Lombardia
(Campione d'Italia in carica e sua rivale storica), la Lazzaro a
riconfermarsi bomber di razza, il Molise saluta il Torneo delle
Regioni. Questo il senso di una goleada senza appello, che ha visto
restare addirittura inoperoso l'estremo difensore del Veneto. Un
Veneto spumeggiante in attacco e solido in difesa. Che ha
smaramaldeggiato in lungo e in largo, da destra a sinistra,
dall'alto al basso. E viceversa. Al 13', è una prodezza balistica
della Dal Borgo a sbloccare le marcature. Sarà poi il destro della
Lazzaro a battere per la seconda volta in tre minuti l'incolpevole
Canella. Al 18' la Dal Borgo si procura un calcio di rigore, che
viene trasformato ancora dalla specialista Lazzaro. Al 25', Bassa ha
tra i piedi il pallone del poker, ma spreca concludendo flebilmente
tra le braccia della Canella. Il 4-0 è comunque nell'aria. Un
profumo che sa di veleno letale per il Molise. Le giovanissime
ragazze allenate da Antrone (due '89, una '88 e cinque '87 in rosa!)
riescono allora ad imbastire la prima ed unica azione degna di nota
della sua partita: la Merola strappa applausi con una precisa ed
elegante combinazione con la Marra. La punta temporeggia troppo,
regalando alla difesa veneta l'opportunità di mettersi in vetrina.
Dopo un solo minuto dalla ripresa del secondo tempo, un rasoterra
preciso della Polastri termina la sua corsa per la quinta volta alle
spalle della Canella. La partita si trascina poi stancamente verso
il triplice fischio finale. C'è però ancora il tempo per la Rizzetto
di mettere la firma sul sesto gol, complice un'uscita sacrilega del
portiere molisano. Il Veneto attende avversari alla sua portata. La
Lombardia - e forse non solo lei - è avvisata… Daniele Galli |
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Calcio Juniores
CALABRIA 1 PIEMONTE V. A. 2
LAZIO 0 SARDEGNA 0 Lazio (4-4-2): Sardegna (4-4-2): Arbitro: Maiolani di Lugo, voto 6.5
Assistenti: Tricomi di Rimini e Bernardi di Imola. SANT'ARCANGELO DI ROMAGNA - La gara stenta a
prendere il volo, per via di due squadre disposte specularmente che
s'affrontano senza forzare la mano. Entrambe le coppie di centrali
di centrocampo non supportano l'azione offensiva con la dovuta
continuità, col risultato d'abbassare il baricentro delle proprie
compagini. Per quanto riguarda la selezione sarda è Lilliu a cercare
di far da collante con gli attaccanti portandosi, dal fianco destro,
ad una posizione più centrale. L'esterno destro sardo, infatti, s'è
messo in mostra per la grande intelligenza tattica e lo spunto
tecnico. Dalla parte laziale, Liberati e Tomassi non riescono a
trovare la sufficiente velocità per rilanciare l'azione. Ad aprire
le ostilità è un tiro di Lepori, al terzo del primo tempo, che si
spegne a lato senza creare disturbi a Fresa. Il Lazio prova a
mettere in campo qualche schema su calcio da fermo ma Cantafio non
riesce a concludere positivamente nelle due occasioni capitategli.
In entrambe le occasioni è Gallinari ad imbeccare il compagno
mettendo in mostra ottime qualità balistiche. Dopo qualche
scaramuccia, l'occasione più evidente è del Lazio. Libertino, fino a
questo momento un po' in ombra, accende il suo talento e dopo
un'efficace percussione centrale, prova il tiro che finisce di poco
a lato. La Sardegna va vicina alla rete al trentaseiesimo; Mari
s'incarica di battere un calcio di punizione, per fallo subito da
Cherchi, e la palla è deviata, di un soffio, a lato. L'ultimo
sussulto prima del fischio di fine primo tempo spetta al Lazio.
Gallinari, dopo un batti e ribatti in area, calcia la palla che è
alzata sopra la traversa. La seconda frazione riprende con uno
spunto di Libertino che è fermato in angolo. La grand'occasione
della selezione allenata da Botti arriva al tredicesimo; Corona
serve in profondità Di Marco che pesca Libertino in area, che in
girata coglie il palo. Le squadre s'allungano e le occasioni,
ovviamente, aumentano. Zera, per il Lazio ci prova un paio di volte,
ma la mira non è precisa. Al trentunesimo Sanna, per i sardi, si
mette in mostra. L'attaccante riceve in area, si gira e conclude
prontamente costringendo Fresa alla deviazione in angolo. Al
trentottesimo il Lazio soffre per una grand'occasione di Cantafio;
il centrale difensivo stacca imperiosamente ma la battuta muore di
poco a lato. L'occasionissima per la Sardegna arriva al
trentanovesimo. Usai, dopo essersi smarcato in area, si presenta da
solo davanti al portiere avversario; il tiro è centrale e Fresa
devia. Le squadre non hanno più la forza necessaria per farsi male
sul serio e la gara termina con azioni piuttosto fumose. MARCHE 2 ABRUZZO 4 Marche (4-4-2): Abruzzo (4-4-2): Arbitro: Chiocchi di Foligno, voto 5.
Assistenti: Alberani di Ravenna e Matacotta di Foligno. VILLAMARINA DI CESENATICO. Terreno di gioco bagnato
da una forte pioggia che ha smesso di cadere proprio col fischio
d'inizio del match. Le Marche partono forte sull'asse Di
Ruscio-Senesi e sfondano ripetutamente sulla destra, trovando per
due volte la via del gol nei primi 17 minuti di gioco. Proprio
quando il destino dell'incontro sembrava segnato ecco il gol in
acrobazia del difensore abruzzese Brecciarolla, che arriva due
minuti dopo il raddoppio dei marchigiani e riaccende una partita che
si avviava alla sicura vittoria dei ragazzi di Mr Marini. La voglia
di completare la rimonta sposta il baricentro abruzzese molto in
avanti, esponendo il fianco al contropiede del rapido Senesi: solo i
meccanismi del fuorigioco abruzzese salvano Lippiello da ulteriori
incontri ravvicinati con gli avanti marchigiani. Il secondo tempo è
quasi a senso unico: grinta e lucidità tattica sono le qualità che
schiacciano le Marche e fanno capitolare il fortino programmato da
Mr Marini nell'intervallo. La pressione cresce fino al 17', quando
Carosi riesce a tenere bassa una palla proveniente dall'ennesima
ribattuta della difesa marchigiana ed infila il gol del pari. Molto
simile la dinamica del 2-3, stavolta propiziata dalla botta di
Polidoro da oltre 30 metri. Ormai la gara è nelle mani degli
abruzzesi, che potrebbero dilagare, ma vengono fermati dalla
girandola di sostituzioni e dal nervosismo crescente. Tuttavia il
gol del doppio vantaggio arriva a pochi minuti dal termine su
rigore, causato da un fallo alla disperata nei confronti dello
scatenato Ruscitti, il migliore in campo. Per le speranze di
qualificazione dell'Abruzzo si deve attendere il risultato della
partita di domani tra Marche e Campania, gara nella quale i
marchigiani dovranno essere capaci di giocare con intensità per 90
minuti, trovando altre soluzioni offensive da affiancare agli
affondi del vivace Senesi per mettere in difficoltà una
rappresentativa equilibrata e veloce come quella campana. Nel girone
F della juniores i numeri parlano chiaro: basta un pareggio alla
Campania per qualificarsi, ma una vittoria delle Marche rimanderebbe
tutto al conteggio delle reti fatte e subite. UMBRIA 1 SICILIA 3 Umbria: Sicilia: Arbitro: Cantelli di Finale Emilia 8. Nel calcio vince chi segna, è una "regola" dalla quale non si può prescindere. L'Umbria ha sbagliato gol facilissimi quando la Sicilia era in evidente difficoltà, poi i ragazzi di Breve, dopo le urla del loro allenatore durante la pausa, sono ritornati in campo completamente trasformati. La Cronaca: L'Umbria è partita molto bene con un Peluso che ha tenuto costantemente sotto pressione la difesa siciliana e dopo essere andato vicino alla marcatura (5' e 13') ha trovato un ineccepibile rigore che egli stesso ha poi trasformato (30'). La Sicilia ha accusato il colpo e nella prima frazione di gioco l'Umbria ha avuto altre occasionissime. Peluso si è mangiato un gol fatto al 33' poi nel finale di tempo è stato uno straordinario Faraon ad opporsi ad un tiro ravvicinato e forte. Il secondo tempo è iniziato ancora sotto i colori umbri con Brunetti che ha sbagliato incredibilmente a tu per tu con Tasinato. A questo punto è entrata in campo la dura legge del calcio: "gol sbagliati, gol subiti". La Sicilia cresce vistosamente, l'Umbria cade in uno stato confusionale quasi irreale. Gli isolani pareggiano il conto al 28' con Cacciatore, raddoppiano otto minuti dopo con Onofaro chiudendo i conti, per il difinitivo 3-1 con l'ottimo Ballotta. E' stato un capolavoro tattico quello disegnato dall'allenatore siciliano Breve ed alla fine la vittoria degli isolani , nonostante le occasioni mancate dagli umbri, è stata estremamente meritata. Nota estremamente stonata in un'organizzazione molto funzionale: il campo di gioco e l'impianto sportivo in generale di Castiglione dove le ridotte dimensioni del terreno di gioco e la sua discutibile praticabilità hanno condizionato la manovra tattica di entrambe le squadre.
VENETO 2 MOLISE 1 Veneto (4-4-2): Molise (4-4-2): Arbitro: Piccoli di Cesena. Assistenti: Tordi
e Zanelli di Cesena. Il Veneto lotta, soffre e alla fine incamera un
successo fondamentale per il proseguo del Torneo delle Regioni. Di
contro il Molise abbandona la manifestazione a testa alta perché non
ha demeritato né con la Basilicata né contro una delle squadre
favorite per la vittoria finale. Il primo tempo dei ragazzi di
Minozzi è sicuramente di livello superiore grazie ad un'insistita
ricerca della profondità sulle fasce. Il primo a pungere è Barbiero
che di testa manda a lato sugli sviluppi di una punizione battuta da
Gemini. Al 20' vanno in rete proprio i ragazzi di Minozzi grazie ad
una triangolazione sull'asse Dal Corso-Cortese, con quest'ultimo che
trafigge la porta molisana con un diagonale preciso dalla sinistra.
La risposta dell'undici di Oriente è tutta in un calcio da fermo di
Pinca senza troppe pretese parato da Boin. Al 25' passa ancora il
Veneto con il migliore dei suoi: Gemini fa tutto da solo, avanza
indisturbato sulla destra, si libera con una finta a rientrare e
calcia a rete ma sulla traiettoria trova una selva di gambe
avversarie; dal corner susseguente stavolta tira di potenza e sigla
il raddoppio per la sua squadra. Prima dell'intervallo si rendono
pericolosi i molisani con una girata di Fagnano bloccata
dall'attento Boin. Nel secondo tempo il Molise cambia decisamente
passo ed alza il baricentro della sua manovra. Il Veneto sembra
invece accontentarsi e concede metri di campo agli avversari,
colpendo solo in contropiede. Al 19' Di Blasio e Ciccarelli non
riescono ad accorciare le distanze: il primo colpisce in pieno la
traversa su incornata di testa, il secondo calcia fuori da ottima
posizione. Il gol dei molisani però è nell'aria e porta la firma del
bravo Rampone grazie ad un micidiale rasoterra su punizione. Nel
forcing finale Boin è autore di una parata coraggiosa sulla
scivolata insidiosa di Ciccarelli che salva la sua formazione da uno
sciagurato pareggio. TRENTINO ALTO ADIGE 3 FRIULI VENEZIA GIULIA 0 Trentino: Friuli VG Arbitro: Ugolini (Ancona) Assistenti: Ridolfi
e Manfredi (Ancona) Gara emozionante al "Casadei" di San Martino in
strada, che ha visto giustamente trionfare un tonico e ordinato
Trentino. La selezione di Marani, tatticamente perfetta e dotata
anche di individualità notevoli, ha individuato la chiave di volta
dell'incontro nel modulo tattico: il 4-3-2-1, infatti, ha permesso
ai bianconeri di contare su una superiorità numerica costante, sia
in mezzo al campo che in avanti. La dimostrazione arriva al 12',
quando un rimpallo al limite dell'area del Friuli favorisce Scavone:
il n°9 vede l'inserimento di Harraser in mezzo all'area, lo serve e
il tornante è abile ad infilare in rete. La formazione azzurra
accusa il colpo, tant'è che le sue sortite offensive risultano
sempre più innocue e velleitarie: poche idee e manovra disordinata.
C'è scarsa lucidità tra i ragazzi du Donda e al 25' il portiere Tion
compie il suicidio : Primerano lascia partire un cross,
apparentemente innocuo, dalla sinistra; l'estremo difensore si
lascia sfuggire la sfera dopo la facile presa e il pallone carambola
in fondo al sacco. Il raddoppio paradossalmente scuote il Friuli che
al 41' sfiora il gol: caparbia discesa di Beltramini sulla destra,
cross dal fondo e conclusione volante di Rovalicco con palla di poco
alta sopra l'incrocio. 2' dopo ancora il terzino impegna Tarantino
con una violenta conclusione dall'interno dell'area, sventata in
angolo. Allo scadere della prima frazione, Tion replica al collega e
si riscatta: punizione di Longo dalla trequarti, Scavone svetta di
testa dal limite dei 16 metri, e il portiere friulano, con uno
scatto di reni, devia in corner. La ripresa si apre con un Friuli
molto motivato per cercare di ribaltare la situazione. Al 17',
Ravalicchio, il migliore dei suoi, impegna Tarantino con un sinistro
da distanza ravvicinata. Al 29' Sirigu, entrato da poco, scalda
ancora una volta i guanti a Tarantino che respinge con l'aiuto della
difesa. Proprio nel momento migliore del Friuli, arriva la stoccata
decisiva che fissa il risultato sul 3-0 finale. Al 36', sugli
sviluppi di un corner battuto dalla destra, il pallone carambola sui
piedi di Pamer che, dal limite dell'area piccola, è lesto ad
infilare in rete. |