Gioia Tauro: Ore 18 e 35: il
Quarto è nella storia, il Quarto è in Serie D. Ci ha provato in tutti i modi
la Taurianovese a rovinare la festa annunciata del Quarto ma alla fine la
squadra di Amorosetti ce l’ha fatta subendo un uno a zero ininfluente ai
fini del risultato complessivo dopo il 4 a 1 inflitto al Comunale alla
squadra calabrese una settimana fa. Il Quarto è nella storia, dicevamo, al
termine di una stagione straordinaria e ora davvero può iniziare la festa,
una festa meritata per la squadra, il tecnico, il presidente Paragliola e
tutto lo staff intorno alla squadra. I padroni di casa calabresi avevano un
solo modo per cercare di ribaltare il pesante passivo dell’andata e cioè
metterla sul piano della rissa; ed ecco quindi l’accoglienza a dir poco
intimidatoria avuta dall’undici flegreo e dallo sparuto gruppo di tifosi al
seguito: insulti, minacce e aggressioni fisiche sin dall’arrivo della
comitiva azzurra nel catino dI Gioia Tauro, struttura fatiscente e poco
adatta ad ospitare eventi di questa levatura. Incredibile quanto avvenuto
nell’immediato prepartita con pseudo tifosi calabri presenti nella zona
spogliatoi e che insieme a qualche dirigente facinoroso ha tentato
l’aggressione fisica ad alcuni componenti la dirigenza flegrea e anche al
d.s. Dell’Annunziata. Qualche parola grossa e non solo è volata anche nei
confronti del commissario di campo; l’intervento delle forze dell’ordine ha
un po’ placato gli animi almeno in campo. In questo clima ci si è dovuti
avvicinare alla gara, gara messa subito in salita per il Quarto che dopo
nemmeno 180 secondi era già sotto di un gol grazie alla marcatura di
Carbone. Ma la squadra flegrea ha assorbito subito il colpo e dal momento
del gol in poi ha condotto in pratica la gara cercando di limitare gli
attacchi dei padroni di casa pericolosi solo in qualche azione da calcio da
fermo ma bravo è stato in queste circostanze Fernandez, il migliore dei suoi
in quest’ultima gara della stagione. Nel secondo tempo disperato forcing
della Taurianovese ma la partita non cambiava più nel risultato e alle 18 e
35 iniziava la festa per il Quarto, una festa rovinata ancora dai dirigenti
e dai tifosi della squadra calabra che hanno letteralmente aggredito la
dirigenza, la squadra e lo staff tecnico colpevole di festeggiare la storica
promozione. Una promozione che è ormai acquisita: il Quarto è in Serie D, il
resto per ora non conta: Quarto è in delirio!!! Silvio
Di Falco
TAURIANOVA – Lacrime per un sogno che finisce. Applausi per una
squadra che ha disputato una stagione ugualmente magica. Non ce l’ha fatta
la Taurianivese a ribaltare il pesante risultato dell’andata, nonostante la
partita si fosse incanalata subito sui binari giusti. Non è riuscita, la
squadra di Giovinazzo, a realizzare quel sogno chiamato Serie D, inseguito
per oltre nove mesi e sfumato in un’afosa giornata di fine giugno, anche se
il pasticcio vero e proprio si era verificato nella gara di andata. Ed alla
fine sono state lacrime amare e applausi del pubblico, che ha voluto
tributare ugualmente il proprio ringraziamento alla squadra.
Intervista Amorosetti - Ha seguito la gara dal prato, assieme ai tifosi, sotto un sole cocente. Dalla panchina, ad incitare la squadra, era l’esperto Gennaro Monaco. Per Ciro Amorosetti, tecnico del Quarto, a fine gara la soddisfazione è enorme. Nessuno, ad inizio anno, accreditava la sua squadra tra le candidate al salto di categoria, ed invece la Serie D è adesso realtà. Ovvia la soddisfazione del trainer campano, che però, prima di analizzare la gara, pone l’accento su quanto avvenuto al momento dell’arrivo allo stadio della sua squadra. «Quello che ho visto nulla ha a che fare con lo sport. Siamo stati accolti in un clima intimidatorio, sono volati pugni e schiaffi e ciò ci ha creato qualche problema, soprattutto ad inizio gara, quando abbiamo incassato subito la rete del vantaggio locale, perché ancora scossi per quanto accaduto».
Interrompiamo subito l’allenatore ospite per chiedergli, a suo giudizio, il perché di tale accoglienza. Qualcuno, tra i locali, lamentava un comportamento poco consono da parte dei campani all’andata. «Sette giorni fa – replica subito Amorosetti – non è successo nulla di particolare. C’era stata solo qualche parola di troppo e nulla più. D’altronde basta chiedere alle forze dell’ordine ed anche ai commissari di campo. E poi la società non ha ricevuto alcuna multa, contrariamente alla Taurianovese. La squadra reggina ha incassato due reti negli ultimi minuti e questo ha aumentato la tensione in vista della gara di ritorno dove, ribadisco, siamo stati accolti in maniera pessima».
La squadra campana, scortata dalle forze dell’ordine, non ha potuto fare la doccia negli spogliatoi, ma questo vale anche per la terna arbitrale, in quanto era terminata l’acqua. Da quanto si evince dalle foto, però, i campani hanno distrutto i sanitari e lo stesso Amorosetti lo conferma: «Qualcuno dei miei si è lasciato andare in un gesto di rabbia per quello che ci era stato fatto. Ribadisco che sul campo ci sta che una partita sia maschia, ma non ammetto che prima e dopo ci si macchi di gesti poco sportivi che noi, a Quarto, non abbiamo mai fatto».
Tornando ad analizzare la partita, il trainer ospite aggiunge: «Abbiamo saputo reagire al gol della Taurianovese e concesso davvero poco. La nostra è una squadra che ha dimostrato di saper soffrire, ma anche di avere grande carattere ed alla fine posso tranquillamente affermare che la qualificazione è meritata. Eravamo partiti per salvarci e adesso ci ritroviamo in Serie D». Saverino Roberto
L’impresa è riuscita. Il Quarto è in serie D. Non esiste un aggettivo per descrivere questa incredibile promozione dei ragazzi del presidente Castrese Paragliola, autori di un campionato esemplare e di un finale di stagione strepitoso. Nel calcio, però, come nella vita ci vuole coraggio e, quando nell’ultimissima partita, in terra calabrese prima di giocare la sfida contro la Taurianovese, i dirigenti di questa società sono all’ingresso del campo sportivo ad aspettare che i dirigenti e i calciatori flegrei scendano dal pullman per prenderli a calci e pugni, allora capisci che il coraggio non ti servirà solo in campo per una partita di calcio, ma anche fuori. Alle ore 15.00 il pullman con il presidente, i dirigenti e i calciatori del Quarto parte dall’albergo di Rosarno (RC) diretto al campo sportivo di Taurianova. Alle ore 15.30 il pullman arriva all’esterno del campo sportivo atteso da un centinaio di tifosi locali che inveiscono a gran voce nei confronti dei dirigenti e dei calciatori quartesi bloccati ancora nel pullman. All’ingresso del campo sportivo i dirigenti del Taurianova aspettano con fare minaccioso che qualcuno scenda dal pullman, e quando il presidente, il direttore sportivo e l’allenatore del Quarto scendono per entrare si trovano addosso i dirigenti calabresi che li colpisco con calci e pugni. Gli addetti ai lavori quartesi raggiungo nuovamente il pullman e attendono che le forze dell’ordine, presenti durante lo scontro, si organizzino “meglio” per far si che tutti possano raggiungere lo spogliatoio. Alle 15.40 i calciatori e i dirigenti raggiungono lo spogliatoio con le panche completamente sporche di urina. Successivamente ha inizio il riscaldamento pre-partita dei ragazzi di mister Amorosetti, durante il quale i calciatori flegrei ricevono “attenzioni verbali” da parte dei sostenitori presenti sugli spalti. L’incontro ha inizio con circa dieci minuti di ritardo, dopodichè si può giocare. I padroni di casa si portano subito in vantaggio, ma il gol arrivato al 1’ non servirà alla formazione calabrese per passare il turno, perché i calciatori flegrei nonostante il pesante scossone, e la preoccupazione per quello che potrebbe accadere dopo la partita, giocano a testa alta e riescono a tenere la porta di Fernandez chiusa fino al 90esimo. Finisce 1 a 0 per la Taurianovese e il Quarto è in serie D. La gioia per la conquista della promozione viene subito ghiacciata dal crudo attacco del dopo gara. I dirigenti quartesi che assistevano all’incontro sono obbligati a raggiungere lo spogliatoio poco prima del triplice fischio. I calciatori tentano di uscire dal campo, ma sono circondati da una trentina di persone, tra cui i dirigenti della Taurianovese. Ha inizio una vera e propria caccia all’uomo che terminerà dopo una quindicina di minuti circa, con non poche conseguenze per i calciatori quartesi. Il tutto sotto gli occhi dell’arbitro e dei commissari di campo. Le forze dell’ordine locali durante l’agguato sono raggiunte da altri agenti convocati dal Comando dei Carabinieri di Quarto, che nel corso della gara il direttore sportivo Dell’Annunziata aveva telefonato per raccontare l’andamento dei fatti. Dopo l’agguato i calciatori feriti raggiungono gli spogliatoi, ma non possono fare le docce perché, come se non bastasse, non c’è acqua. Così, dopo una ventina di minuti circa, i calciatori e gli addetti ai lavori raggiungono il pullman e fanno ritorno all’albergo a Rosarno, dal quale in serata partiranno per far ritorno a Quarto. È doveroso aggiungere, infine, che anche in questo caso non mancava il supporto dei sostenitori quartesi. Una cinquantina di tifosi, infatti, hanno raggiunto l’impianto sportivo di Taurianova per assistere alla gara e anche all’agguato finale. Questo va detto, perché è da ammirare il loro coraggio. Voi che leggete e che avete seguito il Quarto in queste settimane, sapendo di questa difficilissima trasferta, vi sarete resi conto anche di quanto era pericolosa. Pertanto, anche i cinquanta tifosi presenti sapevano che assistendo al match avrebbero rischiato per la propria incolumità. Per fortuna non sono stati vittima di tutto ciò. La società li ringrazia per la loro presenza ed il loro caloroso sostegno. Questa promozione è anche merito loro. Salvatore Lentino
Impresa doveva essere, impresa è stata. Dopo una vera e propria battaglia calcistica, i ragazzi di Condemi conquistano la tanto agognata serie D dopo 24 anni, ma soprattutto dopo le amarezze e delusioni che hanno contraddistinto la storia sportiva del club negli ultimi tre anni. Prima Temponi, poi Trapani mandano in delirio il “San Michele”. L’entusiasmo era tanto, ma nell’aria s’avvertiva anche molta tensione, probabilmente quella giusta che è servita poi per ribaltare l’1- 0 dell’andata. I padroni di casa partono col vento in poppa facendo capire subito le loro intenzioni. Al 6’ Polverino svetta in cielo e colpisce a botta sicura, Foggia si oppone magistralmente. In campo c’è una solo squadra. I gialloblù macinano gioco chiudendo nella propria tre quarti il Carini ma negli ultimi 18 metri manca la lucidità giusta per piazzare il colpo vincente. Al 42’ Del Gaudio ci prova da lontano, Foggia non trattiene arriva Loreto e realizza in posizione irregolare. Il primo tempo si chiude così. Ora al Gragnano restano solo 45’ per ribaltare il risultato. Tuttavia bastano pochi minuti ai gialloblù per piazzare il colpo che apre le danze. Trapani dalla destra, cross perfetto per Temponi che di testa porta in vantaggio il Gragnano. Serve un’altra rete per poter gioire. Ed a siglare il gol che vale la serie D è Alfonso Trapani. Bottone pesca il compagno sul filo del fuorigioco, Trapani lascia scorrere e dall’interno dell’area scocca il diagonale vincente che manda il pubblico in delirio e il Gragnano in D.
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