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QUARTI DI FINALE |
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Gara I:
PORDENONE - COLOGNESE |
ANDATA
PORDENONE - Due fiammate, una in avvio di gara e l'altra in chiusura, bastano alla Colognese per ipotecare al Bottecchia il passaggio alle semifinali di Coppa Italia. I lumbard non hanno fatto grandi cose. Anzi, hanno lasciato quasi costantemente l'iniziativa ai padroni di casa. Sono stati spietati però nel capitalizzare le occasioni avute. Dote che, si sa, difetta invece al Pordenone. Dopo un quarto d'ora di studio, durante il quale sono comunque i Ramarri a fare il ritmo, arriva la prima fiammata ospite. Su un errato disimpegno di un neroverde la palla arriva a Giuseppe Pesenti, la cui conclusione (18') viene bloccata da Basso. Ci riprovano i gialloneri e dopo un solo minuto è Bellotti a trovare dal limite la traiettoria giusta, complice una deviazione di Danelli. Basso è leggermente fuori dai pali e non può far altro che guardare la sfera infilarsi sotto la traversa. Il Pordenone reagisce subito. Perosa dalla fascia sinistra spedisce un invitante pallone al centro per Boatto, che manca la deviazione di un soffio. I padroni di casa insistono senza però trovare varchi nella difesa ottimamente impostata da Cefis. Bisogna attendere il 37' per vedere i bergamaschi in affanno. Splendido il traversone di 50 metri in diagonale di Campaner per Battiston che si ritrova solo davanti a Pavanelli. La sua conclusione viene ribattuta dal portiere in uscita. Prima del riposo l'estremo giallonero blocca anche un tiro dalla lunetta di Brustolin. Al rientro dagli spogliatoi Da Pieve inserisce Francomartin e subito dopo De Nardi. Il Pordenone guadagna in dinamicità e in profondità, ma non passa ugualmente. Quasi miracoloso il salvataggio sulla linea al 54' di Dotti sul pallonetto di Francomartin, che aveva scavalcato il portiere avversario. Al 63' ci prova Gashi di testa su cross di Danelli (palla deviata in angolo da un difensore). In chiusura si spegne lentamente il Pordenone. Esce allora dal guscio la Colognese. Rigamonti schiaccia di testa su calcio d'angolo e costringe Basso alla deviazione sopra la traversa. In pieno recupero, con tutti i neroverdi disperatamente in avanti, arriva il radoppio di Giuseppe Pesenti che galoppa tutto solo per 60 metri invano inseguito da treramarri ed entrato in area trafigge Basso. Fine della corsa. Dario Perosa
RITORNO
BERGAMO - Sorte infausta e sindrome Tricesimo non abbandonano il Ramarro, chiamato nel quarto di Coppa Italia non solo a recuperare il 2-0 incassato al Bottecchia, ma soprattutto a ritrovare morale. Come con il Tricesimo, il Pordenone è andato vicino all'obiettivo, chiudendo avanti la prima frazione e sfiorando ripetutamente nella ripresa il gol che avrebbe condotto ai supplementari i volponi bergamaschi, per poi essere rimontato nel finale tra mille polemiche. Al 6' è Bindi a infilarsi sulla sinistra assistendo Ledda, che però non riesce a trovare i tempi giusti per battere a rete. 60" dopo il Pordenone passa. Azione in fotocopia: stavolta lo stesso Bindi pennella splendidamente per Francomartin che di destro al volo fa secco Pavanelli. Una volta in vantaggio i neroverdi controllano gli avversari, sfiorando il raddoppio al 33' ancora con Francomartin che conclude di prima, senza riuscire a sorprendere l'estremo di casa. Al 35' sale in cattedra Zamuner, decisivo nello sbrogliare la pericolosa mischia creatasi in area. La ripresa è ricca di emozioni. Al 24' Zamuner devia sulla traversa un colpo di testa di un compagno. Traversa protagonista 1' dopo sulla conclusione di Francomartin, ma sulla respinta Brustolin non riesce a ribadire in rete. I Ramarri insistono. Al 26' su cross di Lucidi né Bindi né Francomartin trovano la deviazione vincente. Ancora (30') il centravanti neroverde, partito in contropiede, si vede respingere la conclusione da Pavanelli. Al 33' l'episodio chiave. Zamuner rinvia disturbato, forse irregolarmente, da un avversario. La sfera viene catturata da Bosetti che insacca con un morbido pallonetto. Al 35' l'arbitro, tra le proteste, giudica fuori area l'intervento su Campaner lanciato a rete. 4' dopo arriva il 2-1 di Mor Stabilini. «La squadra meritava quantomeno la vittoria - commenta il ds neroverde Vittorio Anzovino -. Peccato che l'arbitro abbia commesso errori in episodi che alla fine sono risultati decisivi. Siamo comunque soddisfatti, il Pordenone ha onorato la competizione». Mario Pagano